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lunedì 25 aprile 2016

WHO WANT TO BE KING?

Finalmente Vikings ci regala uno di quegli episodi che mi erano davvero mancati. Adrenalina, ritmi serrati, sangue, dolore, incertezze!
E' per puntate come questa che guardo la serie. Ed è al ricordo di episodi così che mi dispiaccio quando, secondo me, non si è all'altezza. 
Ma che fomento è?




Non so da dove cominciare per commentare tutto quello che è successo. Anche perché l'arco temporale dell'episodio è, tutto sommato, piuttosto esteso.
Vediamo di mettere ordine.

#1 Non è successo.



Allora, voi ditemi quello che volete, ma finché non vedo il cadavere io mi rifiuto di credere a questa cosa.
Non è mai successo.
No.



Siete d'accordo con me? Vero?
Sono certa che sbucherà presto in perfetta salute. Magari Ragnar ha passato con lei la fase dell'eremita, perché io non accetterò mai che questa donna venga fatta fuori. Lo dico sempre. Lagertha è il miglior personaggio femminile mai scritto per una serie tv. Forte. Piena di dignità. Piena di rispetto verso se stessa. Una leader ed una guerriera. E' tutto quello che una donna dovrebbe essere. 
E ho adorato il modo come Bjorn abbia lasciato tutto pur di soccorrerla. La mamma è sempre la mamma. 
Che poi, non mi sembra proprio siano stati colpiti organi vitali, e la sua morte non avrebbe molto senso in questo momento. Dunque, stiamo sereni: Lagertha è viva!

#2 Uno di noi due morirà. Ma non oggi.


Con molta calma. Senza fretta. Ci aspettavamo una sanguinosa battaglia da concludersi con un fratricidio. Beh la battaglia l'abbiamo avuta. Il sangue pure. Ho anche il vago dubbio che la mancata uccisione di Ragnar sia da attribuire alla mancanza di libertà nei movimenti di Rollo, dovuta ai troppi vestiti! 
Ad ogni modo, tra una scazzottata e l'altra, oltre l'adrenalina e la preoccupazione, io devo dire di aver provato un profondo senso di "pietas" nei confronti di Rollo.



Questo personaggio è proprio la rappresentazione dell'umana debolezza. A dispetto del fisico prestante. A dispetto di tutto. Non importa quanto in alto riesca ad arrivare. Ci sarà sempre qualcosa a metterlo in ombra. E questo qualcosa, sono i suoi desideri. 
Rollo insegue la figura di Ragnar. Si è posto l'obiettivo impossibile di essere come qualcun altro. E non si può fare. Per questo rinnega se stesso. La propria fede. Le proprie origini. Invoca un Dio che non gli appartiene e veste panni che non sono i suoi. Si appoggia all'affetto e alla venerazione di persone diverse. Senza sceglierle. E' la necessità, la fama a scegliere lui. Per questo è triste nell'affrontare il fratello, nel guardare Bjorn, nel veder cadere Lagertha. Perché la situazione nella quale si trova non è frutto della sua volontà, ma della sua debolezza.
Ragnar dalla sua ha l'essere nel giusto. La "perfezione" nel suo comportamento è un concetto oggettivo. Altro non è che quello che deve essere. E, suppongo, questo sia il massimo della perfezione alla quale un essere umano possa aspirare.
E' uno scontro titanico. Tra due culture. Due divinità. Tra la madonna che piange, e il veggente che urla in maniera animale.
Il dramma è che, ovviamente, tutti noi tifiamo per Ragnar (con buona pace della mia antica preferenza per Rollo). Ma è ciò che Rollo rappresenta ad essere destinato a vincere. Il compromesso. L'integrazione. E non dovremmo esserne delusi teoricamente.
Allora perché non riesco a farmene una ragione?

#3 Viva la Franchia

E se la disfatta dei Vichinghi brucia. Se Ragnar è annientato e letteralmente costretto a ritirarsi, Rollo torna a Parigi accolto come un eroe. La mogliettina gli corre incontro, tutti vogliono toccarlo neanche fosse un concerto di Madonna, il suocero lo bacia. E' proclamato eroe, e salvatore della patria.
Se lo merita, in effetti. Ha salvato Parigi. Ha respinto il nemico. Ma lo ha anche risparmiato.
Ad ogni modo, l'Imperatore si fida di lui.




Dopo aver fatto fuori i fratelli sgualdrini, lo dichiara apertamente.
Ci sono diversi tipi di violenza. Quella brutale del saccheggio vichingo, e quella silente: la corruzione della società occidentale. E l'Imperatore fa una scelta. Ma, infondo, non è la fame di potere a muoverlo? Non è la paura che qualcuno trami alle sue spalle? Che voglia il suo trono?
Rollo, attualmente, non ci pensa proprio a diventare imperatore. Non è come Ragnar. I suoi piani sono a breve termine, e la sua ambizione ha una fine, se non animata dal confronto.  Perché Rollo misura il suo valore in base agli altri, le persone come Ragnar, invece, lo misurano in base a se stessi. 
Io, onestamente, se mi metto nei panni dell'occidente non credo di poter condividere quanto affermato dall'Imperatore di Francia.
Cioè, se dovessi scegliere, non sarei così sicura di optare per l'opzione saccheggio vichingo. Salvo venisse Bjorn in persona. Mezzo nudo. Ma, hey, ad ognuno le sue motivazioni.

#4 Tutti i nodi vengono al pettine

Dopo il salto temporale, ritroviamo una Aslaug con un sorriso talmente perfido da fare invidia a Cersei Lannister. Con la differenza che è meno umana, più crudele e meno brillante. 
Ad ogni modo, non solo il popolo è avvelenato con Ragnar per averli abbandonati subito dopo la disfatta di Parigi, ma ora anche la notizia della distruzione degli accampamenti nel Wessex è di dominio pubblico.
Che conseguenze avrà questo?



Chi è stato il leader in assenza del Re? Bjorn? 
E come reagirà Ragnar alla notizia del piccolo Magnus? Sono abbastanza certa che vorrà vederlo. Il che comporta un nuovo incontro con king Ecbert. E questo mi rende davvero felice. Non so se voglio di più vedere la resa dei conti tra Ragnar e Rollo, o il ritorno del norreno in Inghilterra.
In tutto ciò, il piano diabolico dei gemelli diversi sembra essere stato tutto fumo e niente arrosto.



#5 Floki

Qui ho pianto.
Non ho pianto per la caduta di Lagertha, perché mi rifiuto di crederci, ma ho pianto per il momento tra Floki e Bjorn. Lo stesso Bjorn che lo aveva denunciato e ne aveva determinato la prigionia. Mi è scesa la lacrimuccia. 







Già, perché tra tutti gli altri fronti possibili, se ne apre uno che ci sta parecchio a cuore: il Mediterraneo.
Preparate le pizze che io mi metto a Civitavecchia in attesa dell'arrivo dei vichinghi! 

#6 La Prole



E se Bjorn pesca e prepara spedizioni, i suoi fratelli sono cresciuti sani e forti. A parte Ivarr, che però compensa con un'espressione vagamente simile a quella di Ramsay Bolton.
Ce li hanno mostrati troppo poco per capire le loro reali personalità. Attualmente, l'unico di cui davvero si può dire qualcosa è Ivarr che sembra essere la versione fondamentalista di Floki.



Credo che rimarrà fortemente deluso dall'incontro con il padre. Sappiamo benissimo che la politica di Ragnar nei confronti dei cristiani non ha nulla a che vedere con l'odio e lo sterminio. Sono molto curiosa di vedere come si evolveranno questi personaggi.
Al momento, nessuno di loro sembra voler raccogliere la provocazione di lui. 
Già, perché dopo la latitanza, Ragnar è tornato con la sua abituale abilità dialettica. Ed io non sto nella pelle.

Sono davvero felice di questa puntata. Sono davvero felice di aver ritrovato il vecchio Vikings, quello che ho amato e che mi lasciava senza fiato per 40 minuti.
Spero solo che la seconda metà di questa stagione sia tutta così di nuovo.
Ahimè per il momento non ci resta che aspettare!

A presto, Mika!

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