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martedì 16 dicembre 2014
Regina Mills: 

evil isn’t born, it’s made
(and so is good)




“Sorry I’m late” sono le prime parole che sentiamo uscire dalla bocca di Regina mentre fa il suo ingresso trionfale al matrimonio di Biancaneve per prometterle un destino di sofferenza.
Infatti Regina Mills, direttamente dal fantastico mondo di Once Upon A Time, è niente popodimeno che la Regina Cattiva di Biancaneve: sì, proprio lei, quella della fatidica domanda “specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?” che tutti noi conosciamo.
Ma il racconto che la Disney e le varie versioni della fiaba ci hanno propinato non rispecchia esattamente la realtà: lo specchio, lo scrigno con il cuore, la mela avvelenata sono solo un’infinitesima parte delle mille sfaccettature di Regina e della sua storia.
Una storia segnata da profonda sofferenza, da cieco rancore, da incondizionato amore. La storia di una donna capace di provare emozioni, positive e negative, con tutta la sua anima.
La vera storia di Regina Mills, innamorata, regina, moglie, matrigna, cattiva, strega, sindaco, madre, figlia, anima gemella, sorella, eroina e molto altro ancora.


Ma torniamo al momento fatidico in cui incontriamo Regina per la prima volta. Dopo innumerevoli tentativi di compiere la sua vendetta contro la figliastra, questa volta è sicura di farcela, questa volta ha un’arma contro cui la principessa e il suo amato principe azzurro non possono nulla: il sortilegio oscuro, che lei è in procinto di scagliare.
Finalmente questo potente incantesimo le permetterà, dopo anni sprecati a perseguire il suo scopo, di togliere a Biancaneve la felicità, proprio come lei l’aveva tolta a Regina molti anni prima. La regina cattiva è disposta a pagare qualunque prezzo, anche il più alto, per privare la principessa del suo lieto fine.
Quando il maleficio giunge, ogni tentativo di salvezza da parte dei buoni è vano; l’unica speranza è riposta nella neonata Emma che viene trasportata, tramite un magico armadio ricavato da un tronco, nella terra senza magia dove tutti i personaggi delle fiabe sono destinati ad arrivare: il nostro mondo.
E’ in questo modo che personaggi fiabeschi finiscono a Storybrooke, una piccola cittadina nel Maine, ignari della loro vera identità, privati dei loro ricordi, strappati ai loro cari, cristallizzati nel tempo per 28 lunghi anni.
E, ad osservare il frutto dei suoi sacrifici, dall’alto della sua posizione da sindaco, c’è proprio lei, Regina.

E Regina Mills, sindaco di Storybrooke, Maine, appare proprio come una regina cattiva: ambiziosa, potente, senza scrupoli.
Quando Emma, la madre biologica di Henry, figlio adottivo di Regina, arriva in città, non fatica ad accorgersene.
Anche Henry è sicuro: sua madre non lo ama, è incapace di amore… è la Regina Cattiva.
E la battaglia di Regina per sbarazzarsi di Emma e riconquistare l’affetto di Henry non è che all’inizio.
Ma come è possibile che la Regina Cattiva sia diventata, nel giro di poche stagioni, il personaggio preferito di noi fan della serie?
Ci viene presentata proprio come una donna spietata e senza scrupoli, schiava del male e dell’oscurità, incapace di provare sentimenti veri. Eppure, tutto questo non è che una facciata, la maschera che si è costruita (e che ha progressivamente assorbito la sua vera essenza) in anni e anni di dolore.
Alla fine della prima stagione ci rendiamo conto che dietro il personaggio della Regina Cattiva c’è una donna vera, che una volta è stata una ragazza innocente con dei sogni andati in frantumi. La Regina di adesso ha perso molto, ma vuole la sua rivincita, vuole l’affetto di suo figlio, vuole solamente vincere per una volta. 

La cattiveria che dimora nel cuore della donna è ben radicata, ma qualcuno disse che in realtà le regine cattive sono le principesse che non sono state salvate.
Per comprendere le motivazioni di Regina dobbiamo immergerci nel suo passato, e seguirla passo per passo nel suo percorso di redenzione.

Youth



C'era una volta una ragazza spensierata ed innocente, una ragazza che voleva essere libera, essere amata e vivere la sua vita felicemente.
L'ambiente familiare in cui Regina cresce non facilita però il compimento dei suoi desideri: sua madre, attraverso la magia, esercita su di lei un'azione opprimente e coercitiva, privandola di qualsiasi libertà. Il suo destino è quello di diventare regina, a Cora non importa che la figlia sia felice, deve solamente riuscire dove lei ha fallito. Regina deve completare l'ascesa della madre, mostrando a quei nobili snob che tanto l'avevano umiliata dove ha potuto arrivare la figlia di un mugnaio.
Nonostante il carattere e l'ambizione della genitrice, Regina però è dolce, gentile, buona e capace di amare. A dispetto di ciò che si potrebbe pensare ama sua madre ed anche suo padre (sebbene egli sia succube della moglie e non possa fare nulla per fermare la sua violenza) e ovviamente Daniel, il suo amato stable boy, colui che lei considererà per sempre il suo Vero Amore.
La Regina che troviamo negli anni della gioventù, dalla nascita a quando diventa la Evil Queen (ovvero il momento in cui Frankenstein finge di non riuscire a riportare in vita Daniel), è una Regina che non comparirà più se non in rari momenti di amore con Henry. Questa Regina è pura ed innamorata, improntata al bene, capace di perdonare senza serbare rancore.
Cosa la cambia così radicalmente?
Innanzitutto, la morte di Daniel.
Il periodo più infelice della vita di Regina comincia il giorno in cui decide di salvare una povera bambina impaurita su un cavallo imbizzarrito, con la conseguente proposta di matrimonio da parte del padre, il re Leopold. Nella scena in cui il re chiede la ragazza in sposa, si può notare come ella sia combattuta tra il suo desiderio di essere libera e felice con Daniel e la volontà di sua madre di farla diventare sovrana. Regina avrebbe rifiutato, ma è Cora ad accettare in sua vece.
Eppure Regina non vuole arrendersi: sebbene ami sua madre, non vuole che la sua vita si trasformi in un incubo, non vuole essere intrappolata in un matrimonio senza amore. Decide di scappare con l’amato, ma Biancaneve rivela ingenuamente il suo segreto a Cora, che ucciderà quindi Daniel.
Regina è dunque costretta a sposare re Leopold e a seppellire l'amore della sua vita, rimpiangendo quello che sarebbe potuto essere se la bambina non si fosse intromessa.


A Loveless Marriage



Anche se Regina prova a fuggire, Cora riesce a farle comunque sposare Leopold (cosa che lei non era riuscita a fare per colpa della principessa Eva) e dunque Regina si trova intrappolata nell'ennesimo rapporto costrittivo. È convinta che nessuno potrà mai più amarla e che lei non potrà mai più amare nessuno. È costretta a condividere la vita con un uomo molto più vecchio di lei, che non la ama (è ancora innamorato della moglie ormai defunta) e che non le permette di essere amata (anche in senso non romantico) da nessun altro. E intanto Biancaneve è sempre presente, lì a ricordarle ogni giorno la morte di Daniel e l'esistenza di Eva.



Questi sono forse gli anni più tristi per Regina; l'unica sua consolazione è il padre, ma solo moralmente. La sua unica speranza è anche la sua paura più grande: imparare ad usare la magia, diventare come sua madre.

Per colpa di Rumple, Regina si convince che la vendetta e il potere siano gli strumenti giusti per ottenere felicità, o quantomeno giustizia. E’ proprio l’Oscuro a fornirle il mezzo per liberarsi di sua madre e a spronarla a ricorrere alla magia, anche se lei vorrebbe tenersi lontano da essa avendo provato sulla propria pelle quanta sofferenza è in grado di infliggere.
Ma Rumpelstiltskin vede in lei lo strumento per portare a compimento il suo piano e fa di tutto per spezzarla completamente: la priva di ogni speranza, la manipola, la trasforma in quell'essere spietato che è la Evil Queen.
Non si limita ad insegnarle qualche incantesimo, la inganna con l’aiuto di Frankenstein e del Cappellaio Matto in modo da spingerla verso la malvagità. Le dice che l’oscurità si sta cibando di lei, la sprona ad aggrapparsi alla rabbia che ha dentro di sé tanto che, anche quando Trilli le offre una speranza (la sua anima gemella: l’uomo con il tatuaggio del leone), non riesce ad approfittarne. “Essere felice era un destino così terribile?” le chiederà in seguito la fata. “Sì, lo era.” risponderà lei, “Avevo paura. Quella rabbia era tutto ciò che avevo. Cosa sarei stata senza di essa? Debole. Ho scelto la vendetta al posto della speranza.”

E così, Regina continua ad assecondare il suo rancore e a restare fedele agli insegnamenti dello stregone, sopportando in silenzio la tristezza del suo matrimonio e del ruolo di moglie e di matrigna. Finché un giorno un malcapitato genio si infatua di Regina e lei lo sfrutta per sfuggire alla condanna del suo matrimonio, facendogli uccidere il re. 



Long Live The Evil Queen

Da quando riesce a far uccidere Leopold, Regina inizia la sua vendetta.
Vendetta contro quella bambina che le ha causato tanta infelicità, tradendo la sua fiducia, causando la morte di Daniel e intrappolandola in un matrimonio infelice.
Vuole eliminare Biancaneve, vuole privarla di quel lieto fine che lei non avrà mai, di una vita piena d’amore che a lei non è più concessa.
La persecuzione che intraprende è senza pietà, senza freno, senza ragione.
Rumple l'ha plagiata ad punto tale che lei non vede nessun altro scopo nella sua vita se non rimediare all'errore che ha fatto anni prima quando ha salvato quella bambina.
La caccia a Biancaneve è implacabile, la furia di Regina è cieca.
La Regina Cattiva non esita a strappare cuori, compiere massacri, uccidere innocenti e eseguire molte altre atrocità, tutte dettate dalla sua rabbia. Regina non prova rimorso, giustificando le sue azioni nel nome di Daniel.


Le mostruosità da lei compiute sono tutt’altro che giustificabili, ma possono essere viste come il grido d’aiuto di un cuore ormai corrotto dall’oscurità.
Il culmine della sua follia è rappresentato dalla maledizione: per innescarla, infatti, è disposta a sacrificare il cuore della persona che ama di più, ovvero suo padre.
Ucciso il genitore e compiuto il sortilegio che le permetterà di raggiungere il suo scopo, niente sembra frapporsi tra lei e ciò che considera il suo lieto fine: la distruzione di Biancaneve.


Welcome to Storybrooke


Il lieto fine di Regina sembra a portata di mano una volta lanciato il sortilegio e trasportato tutti gli abitanti della Foresta Incantata nel mondo mortale, senza memorie e senza  tempo.
Eppure, Regina sente che le manca qualcosa. Non è felice neppure dopo aver tolto tutto alla sua acerrima rivale; le sue giornate sono monotone, prive di significato: Regina non ha più uno scopo.
Tutto cambia quando conosce Owen, un tenero bimbo in gita con suo padre Kurt. Quel bambino sembra riportarla indietro nel tempo, quando era ancora innocente e buona. Quel bambino sembra offrirle un’occasione di salvezza, di cambiamento. Purtroppo il sindaco non riesce a convincerlo a restare con lei e ancora una volta cede al suo lato oscuro.
Come fare a trovare un po’ di amore nella sua vita?
Come può la Regina Cattiva tornare ad amare?


Her little prince



La risposta è Henry, il bambino che decide di adottare.
Sulle prime, Regina si trova in difficoltà: non sa come comportarsi con quell’esserino spaventato. Ma poi capisce che è amore quello di cui entrambi hanno bisogno.
Per 10 anni Henry è tutto quello che Regina possiede, tutta la felicità che si concede di provare scaturisce da lui.
E poi un libro di fiabe rovina tutto. Henry, bambino solitario ed introverso, inizia a credere che Storybrooke sia abitata da personaggi delle fiabe e che sua madre sia proprio la cattiva di Biancaneve. Così il bambino va a cercare la sua madre naturale e la porta in città, con la missione di spezzare il sortilegio.
Regina non può permettere che un’estranea le porti via l’unica cosa cara che possiede e non esita a ricorrere a qualunque mezzo pur di tenere Henry stretto a sé, anche contro la volontà dello stesso bambino.
Con il passare del tempo riesce però a capire che la forza non è la soluzione e che così facendo si sta trasformando in sua madre. Decide dunque di provare a cambiare, per Henry, per essere la madre che lui si merita.

Changing




Il vero cambiamento di Regina inizia nella seconda stagione, quando è disposta ad affidare Henry a David per il bene del bambino, a sforzarsi a non usare la magia per lui, a morire pur di salvare suo figlio e tutti gli abitanti di Storybrooke. “Lasciatemi morire come Regina” dice, mentre sta compiendo il suo sacrificio: vuole andarsene così, non come un’eroina ma neppure come la cattiva, vuole essere ricordata come persona, come la ragazza dal cuore puro che era una volta; vuole compiere la sua redenzione.
Ma in realtà è nella seconda parte della terza stagione che questo percorso di redenzione giunge a compimento, trasformando la Regina Cattiva in un’eroina.
Infatti, a discapito di tutta l’oscurità che la donna si è sempre portata dentro, ella riesce ad attingere alla forza dell’amore che prova per suo figlio e per Robin, la sua anima gemella, e ad utilizzare la magia bianca, anche senza essere in possesso del suo cuore.
Spezza la maledizione di Zelena con il Bacio del Vero Amore ad Henry e sconfigge la sorellastra proprio grazie alla magia buona. Anche Henry ormai l’ha capito: sua madre non è più la cattiva che era una volta, ora è un eroe.
La scena significativa è proprio quella della battaglia con la strega dell’ovest. Una volta che Regina la sconfigge, decide comunque di risparmiarla, di concederle una seconda occasione come è stata concessa a lei.


Il percorso di redenzione di Regina sembra giunto al termine: ha capito i suoi errori, si è sacrificata per tutti (sì, persino per Biancaneve!), si è guadagnata l’affetto di suo figlio, ha trovato il Vero Amore, si è convertita al Bene.
Ma ecco che Emma “riporta in vita” la moglie di Robin, distruggendo la speranza di Regina.
Eppure lei riesce a non cedere al suo lato oscuro: rivedendo la versione malvagia di se stessa, capisce che non è più quella la strada che vuole percorrere.
Regina non vuole più nutrirsi di odio, vuole fare la cosa giusta e guadagnarsi il suo lieto fine, anche se forze più potenti di lei sembrano sempre interporsi.
Salva addirittura Marian, rinunciando a stare con l’uomo che ama e dimostrando di voler essere davvero una brava persona.
Con l’Operazione Mangusta ora lei ed Henry sono decisi a cambiare le cose affinché possa anche lei ottenere finalmente la felicità.



REGINA & HENRY
La persona più importante per Regina è senza dubbio suo figlio Henry.
Lui rappresenta tutto per lei: è stato grazie a lui che Regina ha ricominciato ad amare.
Henry è il suo lieto fine e lei è disposta a fare qualunque cosa per il ragazzo: accettare Biancaneve, il Principe Azzurro e Emma, passare al lato dei buoni, combattere battaglie e sfidare nemici.
Per Henry, Regina è addirittura pronta a morire o a rinunciarvi.
Un motivo ricorrente in Once Upon A Time è quello dell’abbandono: sia Snow che Emma decidono di abbandonare i loro bambini “per dar loro la loro possibilità migliore”. E’ quello che fa anche Regina, nel midseason finale della terza stagione quando, per fermare la maledizione di Peter Pan, decide di affidare il figlio ad Emma, cancellandogli ogni ricordo di lei.
Avendo perso Henry per sempre, Regina pensa di togliersi il cuore dal petto per alleviare il dolore e progetta addirittura di “suicidarsi” ponendo un incantesimo del sonno su se stessa, in attesa che lui la ritrovi prima o poi e la svegli.
Il legame che unisce Regina a suo figlio è profondo ed indissolubile. Henry riesce a tirare fuori la parte buona che c’è in lei, e anche quando non è sicuro che possa essere salvata dall’oscurità, tenta comunque di recuperarla e prega gli altri di risparmiarla, di concederle un’altra occasione.
Henry è l’unico che crede che ci sia del buono in lei e la sprona verso il Bene. Rumple e Cora l’avevano fatta sprofondare in un abisso di oscurità ed Henry le ha lanciato una corda e l’ha riportata verso la luce.
                                 


VIDEO:

https://www.youtube.com/watch?v=NlN-GDZpRkw

Lily
         


8 commenti:

Lilith ha detto...

Articolo eccezionale! Questa volta vi siete superate! Amo regina e avere la possibilità di conoscerla meglio, appunto, è fantastico! Brave brave brave!
Un bacione :*

Anonimo ha detto...

Bellissimo!

Ily More ha detto...

Grazie! Come si sarà notato, la adoro anch'io ;) Secondo me è uno dei personaggi meglio costruiti, nonché uno dei miei preferiti... E ogni volta mi si spezza il cuore a vederla sempre triste!

Ily More ha detto...

Grazie mille :)
-Lily

Giada ha detto...

Ahhh quanto amo questa donna! :D
Uno dei miei personaggi preferiti! E senza ombra di dubbio, sei riuscita a renderle giustizia!
Davvero un bellissimo post! :)

Ily More ha detto...

Grazie! :)
-Lily

Seleny Luna ha detto...

adoro questo personaggio in Once!è assolutamente il mio preferito!*________*..bellissimo post!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Un bacione...

Ily More ha detto...

Anche il mio! Secondo me è uno di quelli costruiti meglio all'interno dello show :) Felice che il post ti sia piaciuto!
-Lily

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