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domenica 12 aprile 2015



“LA GUERRA E' APERTA, LA BATTAGLIA E' COMINCIATA!”. Cotton (e questo è strano) lo riesce a percepire. Infatti, amiche e amici seriali, è proprio WAR la parola d'ordine di questa nuova stagione di Salem. Si parte subito con l'acceleratore in salita, a differenza di quanto fatto in quella precedente. L'ambiente è lugubre, oscuro. 





Non c'è traccia di luce e anche lontano, a Boston, dove l'atmosfera di Salem non dovrebbe influenzare, piove a dirotto. L'angoscia è soffocante. Il Sole sembra essere un ospite indesiderato. Un clima che si adatta subito con il tema della puntata. Un tema condiviso da tutti i personaggi e che è  appunto l'odio, il rancore, la voglia di vendetta.
Come dicevamo prima è WAR  il “leitmotiv” di questo primo spumeggiante episodio. Salem è sull'orlo del baratro, ma, come dice l'antico detto “Se Atene piange, Sparta non ride”, nemmeno i nemici della città festeggiano: Le streghe sono in piena guerra civile e nonostante la prossima vittoria sulle anime mortali, all'interno della Congrega ci sono elementi non controllabili: Mercy Lewis in primis, ma anche Anne Hale. Il loro diverso approccio ai poteri appresi, è dettato dalle loro personalità opposte: Mercy non vede l'ora di diventare la nuova regina della notte e di vendicarsi della sua vecchia padrona.











Anne è, almeno apparentemente, una debole creatura ancora restia ad ammettere di essere una strega, nonostante gli enormi poteri dimostrati. Accetta l'aiuto di Mary, al contrario di Mercy che invece rinnova il suo odio feroce.

Finalmente vediamo qualcosa in più sul mondo dei pellerossa. Relegati a misteriosi salvatori di John Alden nella prima stagione, in questo episodio intravediamo un mondo organizzato contro i poteri delle streghe e ben consapevole delle loro minacce.

 John è riuscito a sopravvivere, ma nel suo cuore, ora, non c'è posto per altro che non sia la vendetta. 


Del resto non stupisce, ne ha subite veramente troppe il nostro Alden per poter perdonare l'amata. Nella sua richiesta di sviare l'incantesimo di Mary per credersi morto, c'è solo sofferenza, rabbia, rancore. Ironia della sorte, tutto ciò accade proprio quando nelle loro vite è ricomparso il frutto del loro amore: il figlio ritenuto perduto. John riuscirà ad ultimare la sua vendetta quando verrà a sapere di questo piccolissimo particolare? In tutta sincerità io credo di no. I suoi sentimenti sono offuscati dall'ira e dalla ferocia, e proprio per questo, c'è da scommettersi, prova ancora qualcosa per Mary. Figuriamoci, quindi, quando scoprirà dell'esistenza del loro figlio!





Torniamo proprio a Mary. Il premio per aver compiuto ciò che le streghe volevano è il suo bambino. Un ragazzino problematico che ha sofferto l'assenza di una mamma, un papà o comunque di una figura in grado di dargli puro affetto. (Belzebù non deve essere proprio il massimo dei papà adottivi), inoltre la sua presenza con la madre è misurata con il contagocce dalle Anziane, e dalla ex amica Tituba (quanto sei antipatica). Un po' poco per una donna che ha dovuto sacrificare così tanto. Le cose non le vanno tanto bene neppure nel governo della città. Qualcuno (finalmente) inizia a dubitare che lei faccia il bene di Salem in qualità di rappresentante di un uomo incapace, muto, e con un rospo in gola di quelli grossi. La sua leadership vacilla e non resta che trovare nuovi alleati. Calza a pennello, quindi, l'arrivo di un misterioso dottore ispirato dalla scienza, con la quale tenta di instaurare un rapporto simile a quello avuto in passato con Cotton. Il karma (che buffo in un mondo di streghe, eh?) di Mary, però, non è molto lusinghiero al momento: Ecco che rispunta Isaac


che davamo per morto (voglio sapere il suo segreto), il quale da affettuoso e sincero amico della Sibley, potrebbe diventarne il principale accusatore (Però toglietegli qualche bubbone vi prego).

Cotton è confinato a Boston, come punizione per aver fallito nella cura di una città in preda all'isteria da strega (e anche da una peste mietitrice). Impossibilitato a tornare a Salem, si sfoga contro la figura del padre, reo di essere il responsabile di tutti i suoi dolori (Gloriana, Gloriana e Gloriana soprattutto). La sua lontananza con John fa soffrire, sento già nostalgia dei loro bisticci cronici tra sacro e profano. Sono sicuro però, che presto o tardi, le loro strade si incroceranno di nuovo.
C'è spazio per intravedere anche un nuovo personaggio: La contessa Marburg, che in pochi minuti riesce, anche solo con lo sguardo, a promettere di creare scompiglio nelle vite dei nostri personaggi.




(Anche perché Lucy Lawless è bellissima, bravissima, issima, issima, issima,). Mercy, invece, prepara la sua ascesa evirando un povero ingenuo nel bosco, al quale spunta un corvo: “I suoi occhi nella città”




.  Infine, uccide le anziane. (Ho esultato, si). Favoloso il suo sguardo  quando esprime con un pacato: “Questo è stato un errore” il respingimento con sputo annesso da parte delle streghe, quelle brutte. Le stesse vengono poi messe al rogo (ogni tanto brucia qualche strega vera). Ed ecco di nuovo la parola WAR tracciata a fuoco sul terreno. Un presagio, una promessa, una piccola Oscura Signora in ascesa. (Si, faccio il tifo per lei).







Insomma questa stagione promette scintille, e che scintille, fin dal primo episodio. Allacciatevi le cinture amici, e per sicurezza portatevi dietro anche una bella dose di aglio e qualche cornetto, perché se la premessa è questa, ci aspettano altre dodici puntate mozzafiato!




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