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lunedì 7 dicembre 2015

ALLONS-Y A TUTTI!


Sosterrei dicendo che per scrivere questa recensione ho intrapreso "la strada più lunga", perché ho ritenuto opportuno fare degli stop, e ragionare su una serie di eventi, di sconvolgimenti e di scioglimenti che non mi hanno fatto dormire questa notte.
Sapevamo che questa sarebbe stata l'ultima puntata, il final season che tutti aspettavamo e di cui tutti avevamo un profondo terrore, ma non so perché, non mi trovo a leccare e cicatrizzare le ferite.
È stata una puntata apertissima, poiché il dolce Steven ci ha messo davanti agli occhi una cinquantina di tematiche differenti che potevano (e dovevano essere affrontate), e magari qualcuna con un po' più di giudizio.
Ma non ci andrò con i piedi di piombo, e come ho fatto da 11 puntate a questa parte (più il recap dell'ottava) cercherò di analizzare e di rendere comprensibile ciò che non lo è stato a prima visione,

Dove c'eravamo affabilmente lasciati?
Oh, sì. Gallifrey. Per la "strada lunga". Ora i motivi che hanno spinto il Dottore a percorrere questa strada sono i più disparati, ma dopo tutto ciò che è avvenuto "all'interno" del Disco di Confessione, credo che anche lui abbia una malsana voglia di farla pagare a qualcuno...
E, l'Ibrido...
Bene, ma questa 9x12, non si apre di certo su un panorama gallifreyano, o almeno non ancora.

Sorrido al solo ricordo dei miei occhi che rincontrano ancora quelli di Clara.
Sono stato lì a mettere la scena da capo forse quattro o cinque volte, per il semplice motivo che non poteva essere possibile. Volevo trovare un maledetto e valido motivo per cui ciò che stava avvenendo poteva avere una valenza. Ma si sa, in Doctor Who nulla è mai chiaro all'inizio, e alla fine, bhe peggio ancora, ci abbiamo capito meno di prima.
Quindi ecco che lo dico: Clara Oswald came back
Sapevamo di quei rumors, di lei vestita da cameriera in quel diner, ma mai avrei immaginato qualcosa del genere (tenendo conto di tutta la puntata).



Sin dalle primissime battute, riesco a sentire, a tastare quell'alone di enigmaticità.
Perché lei? Perché ancora lei? Perché lì? Dove? Perché!?
E allora il Dottore parla, racconta, narra le gesta di un uomo che ritorna dopo tanto, troppo tempo a casa sua.
Che Clara sia una coscienza con cui parlare? Che quel luogo sia un TARDIS? Sembra essere qualcosa però di troppo rassomigliante alla 9x11 "Heaven Sent".
Però ecco che finalmente veniamo catapultati su quel luogo sul quale abbiamo fatto congetture, progettato ipotesi, stilato tesi, una meno probabile dell'altra.
Ma ora, eccola, in tutta la sua bellezza.
Quella terra rossa. Quel cielo. Quella città.
Un intero pianeta a disposizione. Ma un unico luogo dove realmente andare.
Non è sentimentalismo quello del Dottore, non è neanche riconoscenza, forse è soltanto il fatto che dopo centinaia di anni, una vita così lunga, magari quella voglia di andare nel luogo in cui tutto ha avuto inizio significa in un certo senso ricordare.
Ricordare chi è stato.
Ricordare chi non è stato.
Ricordare cosa poteva fare.
Cosa può fare.



Tempo e Spazio.
Sono fattori determinanti nella vita del Dottore. Nessuno meglio di lui può spiegarci le dinamiche di queste. Ma è da illusi analizzarle oggettivamente, poiché esse influiscono determinatamente nella vita di ogni essere. Umano o gallifreyano. Dopo secoli, i sentimenti, le sensazioni sono sempre le stesse. Quella voglia di rivoltare l'universo intero, seppur con quel senso di rassegnazione. Il tempo non oblia. Il tempo non cancella. Il tempo non cicatrizza. Non esiste cura a certe lacerazioni dell'anima.
E tornare, tornare indietro nel tempo non fa alcuna differenza. 
E lo spazio. Infinito e percorso dal Dottore sembra un'aiuola in confronto a quel capanno.
Dove ha lasciato anima, corpo, mente e cuore.
Dove ha lasciato il "Bad Wolf".

Quindo è tornato.
E tutti i pezzi grossi di Gallifrey si mobilitano. Con la forza. Con la diplomazia. Con le buone e con le cattive, ma niente, il Dottore è inamovibile.
Piega un intero pianeta, quella della razza suprema, la più geniale ed avanzata, con il silenzio.
Che a mio avviso è un'arma insolita per uno come il Dottore.
Ma il motivo del suo comportamento è chiaro. Vuole un solo uomo davanti a lui.
Uno che ha sbagliato tutto in passato. 

"Oh, ma il Dottore non incolpa Gallifrey per la Guerra del Tempo. Incolpa solo te."
Rassilon il Presidente.
Rassilon il Redentore.
Forse il gallifreyano più odiato di sempre. Assetato di potere, che muove ogni azione per il predominio di Gallifrey sugli altri pianeti.
Odiato per progettato il Disco di Confessione del Dottore, una trappola, un incubo ove imprigionarlo in maniera subdola.
E sembra proprio che il vecchio Rassilon voglia farla finita proprio quanto il Dottore.
Risuonano le parole, e sembra di rivedere le scene di "The End of Time".
Ma qui, ahimé, lo scioglimento della situazione è quanto mai sbrigativo per dare spazio all'altra metà della puntata incentrata totalmente su Clara, il Dottore e l'Ibrido.
È vero che accade tutto velocemente ma qui c'è una delle frasi più forti della puntata che non posso esimermi dall'enunciare:

"Get of my planet"


Ebbene Rassilon non ha l'influenza per sbarazzarsi del Dottore, che è considerato da tutti come un'eroe di guerra, e porre fine alla sua vita significherebbe vanificare ogni suo gesto. Invece è proprio Rassilon a farsi da parte, bandito ed esiliato da Gallifrey per volere del Dottore.

Non mi resta ora che commentare quella famosa seconda parte della puntata.
Il Dottore essendo ormai a capo del pianeta comanda di essere condotto alla "camera di estrazione" e già il nome fa il nome fa presagire qualcosa di ambiguo.
Infatti in questa stanza è possibile "estrarre" da un momento preciso del tempo una persona.
Credo sia inutile e futile affermare che questa sia Clara.
Il Dottore riesce a fermare il tempo di miliardi di anni fa, esattamente un battito prima della morte di Clara.

Lei è ancora viva. Il comandante gallifreyano afferma che lei sa dell'Ibrido, e il motivo per cui è stata portata lì è di parlarne. Tuttavia il Dottore ha un piano effettivamente diverso.
Il piano originale prevederebbe comunque la morte di Clara, una volta uscita dalla camera di estrazione, il piano secondario, ma quello originale del Dottore, sarebbe quello di salvarla.
Per farlo il Dottore si vede persino costretto a "uccidere", o meglio, costringere alla rigenerazione il comandante.

Ora però occorre fare una riflessione.
Questo non è un gesto normale, non per uno come lui.
Per salvare Clara sta infrangendo tutte le sue regole etiche e morali. Si sta comportando impulsivamente. In maniera stupida direi. Per il semplice fatto che non riesce ad accettare l'addio di qualcuno.
È vero, Rose è viva. Così come Martha, Donna e Amy. Ma non è una ragione valida. Non possono essere inventati punti fermi nel tempo e spazzarli un attimo.
Il Dottore non può spingersi ed ergersi oltre i suoi stessi limiti.
Si paga il prezzo di questo, e Ten potrebbe testimoniare per questo. Ma non è abbastanza.
Perché non mettersi in pace l'anima? Perché rischiare? Perché compromettersi in questo modo?






Questa puntata è riuscita, non so se in maniera involontaria, a farmi riconsiderare ancora una volta il ruolo di Clara.
Questo forse un po' per colpa di Moffat che ha reso il personaggio di Clara fin troppo determinante.

Ma ritorniamo ai fatti. Clara e il Dottore adesso hanno come intento primario quello di scappare da Gallifrey. Ma come, di già?
Ma io dico, abbiamo aspettato così tanto per rivederlo, e già dobbiamo abbandonare l'idea di gustarcelo almeno un po'?
Ma perché tutta questa dannata fretta? Perché il Dottore ha il vizio, quando diventa Presidente di qualcosa, di scappare?
Perché non abbiamo avuto la possibilità di vedere le condizioni di Gallifrey dopo la Guerra del Tempo?
Perché non abbiamo visto il Dottore confidare a Clara aspetti del pianeta a noi ancora ignoti?
Qui la puntata, a mio avviso, ha toppato.
Ebbene, i due si introducono nel Monastero, il luogo più oscuro e pericoloso del pianeta, per trovare un passaggio ove rubare un TARDIS.
Clarafa però una domanda al Dottore circa il Neuro-Blocco, di cui ha sentito parlare precedentemente, e lui non gli da una risposta.
Tutto molto brutto. A me sono venute in mente due parole. Donna Noble.
Rido perché non so quante volte l'ho scritto sul quaderno per appuntare le note da ampliare a recensione.

Così prima prima di trovare un modo scappare, i due hanno il tempo di parlare. Di dirsi ciò che non si sono detti a distanza di miliardi di anni.
Anche se è come se tutto fosse accaduto pochi attimi prima, almeno per Clara.
Però lei ha questo potere straordinario di poter guardare oltre le profonde iridi del Dottore. Ha il potere di leggerci dentro, di capire. E vede che non è lo stesso di prima. Vede i suoi occhi stanchi, e ancora più vecchi. 


E niente, lei è l'unica che riesce a smuovere l'anima del Dottore, è lei che lo rende fragile ai nostri occhi. È lei che riesce a far pulsare i suoi cuori, è lei che riesce a riscaldarlo dal gelo dei ricordi, degli incubi, dagli orrori, è lei che gli fa sentire il calore nelle sue vene. È lei che lo riprende, che gli permette di andare avanti. È lei, la sua ancora.


Dopotutto, come Amy, è il primo volto che lui ha visto. È stata l'unica a poterlo aiutare. L'unica ad averlo capito. L'unica che gli ha fatto del male, questo è vero. Ma il dolore che abbiamo visto nei suoi occhi è sinonimo di chi ha realmente capito cosa vuol dire aver tradito la fiducia. E l'abbiamo vista lentamente riprendersela. 
L'unica che ha avuto la capacità di visitare le pieghe della sua anima, frastagliata di ogni genere di sensazione e sentimento.
Lei è stata la sua coscienza.
Lei è stata il luogo dove ripararsi.
Lei è stata il suo orgoglio.
Lei è stata il motivo per cui combattere.
Lei è stata l'unica che poteva fargli cambiare idea.
Lei è stata l'unica che l'ha fatto desistere dall'arrendersi.
Lei è stata la sua strada, ed anche il suo tormento.
Lei è stata la sua parola.
Lei è stata la sua ragazza impossibile ad ogni condizione e situazione.
Lei è stata il coraggio. La volontà. La forza.


E sembra proprio che io abbia esaurito tutte le parole e che non abbia quasi più la forza per raccontare il finale meravigliosamente amaro, dolce, discusso e illusorio di questa stagione.

I due finalmente scappano via a bordo del TARDIS rubato ma, il battito di Clara non appresta a fare il suo lavoro. Non è viva. Non è morta. Ed è quasi straordinario il modo con cui Moffat riesce a riassumere la vita di Clara in queste situazioni. Ed è sempre stato dannatamente perfetto quel soprannome della ragazza impossibile.
Il Dottore esce dal TARDIS, ed incontra Ashlidr, Me.
Entrambi si trovano esattamente alla fine dell'universo. E qui discutono delle loro teorie sull'Ibrido.
Il Dottore afferma che è lei. Metà umana, metà razza Mire.
Me afferma che è lui, metà signore del tempo, metà umano.
Ma un'altra ancora è la sua teoria, forse più complessa, ma forse più esatta.
L'Ibrido non è nient'altro che l'unione, la sintesi indifferenziata tra due esseri: il Dottore e Me.
Questo tema tuttavia è affrontato in maniera un po' sbrigativa, e non va bene, dato che è stato il main theme della stagione.

I due infine parlano di Clara. Il Dottore confida a Me di sapere come porre fine a quella storia in maniera indolore, per lei.
Lo strumento di Neuro-Blocco avrebbe cancellato ogni ricordo di lui, in modo che potesse ritornare a vivere come prima.
Peccato che Clara viene a sapere della discussione all'interno del TARDIS, grazie all'uso degli occhiali sonici.
E quindi?
Donna Noble?
No. E ho deciso che non commenterò in maniera approfondita questa parte. Non sono pazzo, è solo che questa è la chiusura di un ciclo iniziato con Matt Smith, che trova fine solamente ora.
È stata una lunga storia colma di ogni genere di avvenimento, e io, non ho il potere di dover decidere se il finale è giusto o meno, se Clara ha il potere o no di dire al Dottore di farlo insieme.
La questione è una, e il Dottore lo dice in maniera incontrastabile.

"Uno di noi due deve andarsene."


"CLARA WHO?"



Io, ho concluso.
Io, sono senza parole.
Io, sono emozionato e mai avrei immaginato che mi sarei sentito male come per l'addio di Amy o di Matt.
Si chiude un ciclo meraviglioso, e quando Clara sarà arrivata dopo aver preso la strada più lunga, noi tutti possiamo dire di aver chiuso un capitolo meraviglioso di questo show.
Davvero non riesco più a scrivere nulla, e me ne assumo le colpe, ma da un lato cercate di capirmi, è stato difficile per voi tanto quanto me, e scriverlo è ancora più duro.

VOTO PUNTATA
8+


VOTO STAGIONE 
9


VI RICORDO CHE LA STAGIONE NON È FINITA, QUINDI NON PERDETEVI LO SPECIALE DI NATALE CON OVVIAMENTE LA MIA RECENSIONE. E SOPRATTUTTO NON ABBANDONATE LE NOSTRE NEWS PERCHÈ CI SARA' LA PUBBLICAZIONE DEL RECAP DELLA NONA STAGIONE.
QUINDI I MIEI CALOROSI SALUTI E RINGRAZIAMENTI VE LI DARO' SUCCESSIVAMENTE!

ED ECCOLO: "The Husbands of River Song"



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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Recensione più che gradevole ma mi permetto di correggerti. La teoria di Me non è che l'Ibrido sia l'unione del Dotteoere con lei ma il rapporto tra il Dottore e Clara. Glielo dice chiaramente e anche lui lo afferma alla fine. Per salvare Clara e il loro rapporto il Dottore è stato disposto a rinunciare a tutto ciò in cui ha sempre creduto, alle proprie regole e al dare la priorità al bene dell'Universo. QUESTO è l'Ibrido e questo, sempre secondo Ashlidr, era esattamente l'obbiettivo che Missy voleva raggiungere facendo incontrare il Dottore e Clara.

FrankSev Snape ha detto...

Ciao, grazie di aver lasciato la recensione, e tranquilla/o qui tutti possono permettersi di correggere!
Ho da poco concluso di rivedere la puntata e non posso esimermi dal darti ragione. Mi scuso per questa pecca, ma a volte il vedere la puntata a caldo non ti fa capire a pieno alcune parti della puntata. Anche se resto fedele al fatto che la discussione circa l'Ibrido sia stato affrontata in maniera piuttosto veloce e superficiale.
Grazie ancora per la recensione :)
Con affetto, Francesco.

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