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giovedì 15 gennaio 2015
Ed eccoci ad un nuovo appuntamento con Conosciamoli Meglio. 

Lo scopo di questi articoli è quello di farvi conoscere meglio i personaggi delle nostre amate serie tv, che saranno i protagonisti indiscussi.

Di volta in volta, sceglieremo un telefilm e parleremo di due dei suoi personaggi, sempre a scelta. Insieme cercheremo di analizzare e capire la loro psicologia, il loro temperamento e carattere, il perché del loro essere e delle loro azioni o scelte.

Cercheremo insomma, di capire perché li amiamo o odiamo, cosa li rende tanto irresistibili ai nostri occhi, quanto rivediamo o meno di noi in loro.

Un momento per scavare più a fondo nella nostra passione e appassionarci quindi ancora di più, per sentire quelli che già consideriamo amici, reali quanto noi, a cui ci siamo affezionati come ci si lega ad un persona vera. Perché, loro, con quello che vivono e ci fanno vivere sono più che reali.
Questo mese vi presento il mio amore. Il miglior personaggio mai creato, uno dei pochi che è riuscito ad evolversi in modo impeccabile, a crescere, maturare... eppure restando sempre se stesso.
Ragazzi, sono davvero orgogliosa di presentarvi
Mickey Milcovich! *-*

Mi sono sentita tanto la Carrà ai tempi di Carramba che Sorpresa, ma vabè... dettagli


Mickey Milkovich è protagonista della serie tv Shameless prodotta dalla Showtime.

Shameless racconta la vita sempre più dura e complicata dei Gallagher, una famiglia che vive nel South Side, peggior quartiere di Chicago.

Mickey non è un Gallagher: è un Milkovich, il che vuol dire che in confronto la vita difficile dei Gallagher è uno spasso.



Mickey è nato in una famiglia disagiata – un po' come tutte in quel quartiere. La madre è morta e i ragazzi sono cresciuti col padre Terry, un perfetto psicopatico: un uomo violento, un padre assente, sessualmente abusante, criminale e omofobo.

È in questo clima che i suoi figli crescono, diventando piccoli criminali: Mickey e i suoi fratelli, infatti, hanno un armadietto prezioso, pieno di tutti i tipi di armi possibili che usano spesso per impaurire, derubare o vendicarsi con altri. Non di meno, Mandy (sorella di Mickey) arriva addirittura ad uccidere una ragazza per amore nei confronti di un Gallagher.
 
Ma questa è un'altra storia xD


La prima volta che incontriamo Mickey è durante la 1x03.

In quest'episodio Mandy, tenta di avere un rapporto con Ian Gallagher il quale, non essendo attratto dalle donne, la rifiuta. Questo gesto urta la ragazza, che raccnta al fratello di essere stata stuprata dal giovane Gallagher. Così Mickey e i suoi fratelli decidono di andare a cercare Ian, per punirlo rompendogli le ossa.

Fin dall'inizio appaiono chiari i tratti salienti – forse unici – del carattere di Mickey: un ragazzo segnato dalla vita che passa le sue giornate terrorizzando la gente. Un piccolo grande bullo. Ma lui, come i suoi fratelli, non ha avuto l'opportunità di scegliere tra il bene e il male: è il terrore verso il padre, che diventa terrore per la vita, a farlo vivere in questo modo. 

Ian – che fortunatamente è riuscito a scappare dalle grinfie di Mickey grazie a Mandy che, dopo essersi chiarita col ragazzo e aver scoperto la sua omosessualità, convince il fratello a lasciar perdere la sua missione – lavora in un market, il Kash&Grab, e ha una relazione clandestina con Kash, un “cattivo” musulmano non riesce a rinunciare alle patatine al bakon xD – omosessuale, proprietario del market.

Mickey è un frequentatore assiduo del locale, dove va a rubare merendine, sotto gli occhi di Kash che, spaventato e senza palle – come lo definisce la moglie – gli lascia sempre portar via la roba. 

Data la situazione e stufatasi dell'incapacità del marito di farsi valere, la moglie di Kash decide di dargli una pistola: Kash dovrà usarla con chiunque pretenderà di portar via il cibo senza pagarlo, minacciandolo.

Ma il giovane e caritatevole Kash non ci riesce: per una merendina o un pacchetto di patatine è inutile fare storie e uscire una pistola; preferisce lasciar stare.

Mickey però non la pensa così e non appena si accorge dell'arma, decide di levarla a Kash e portarla con sé.

Ian inizia – o continua?! – ad odiare Mickey e decide di recarsi a casa del ragazzo, determinato a riprendersi la pistola del suo amato Kash.



But something happens.



Ian entra in camera di Mickey, deciso come non mai a riprendersi quello che appartiene al suo amatissimo Kash e, in seguito ad una breve lotta col nostro piccolo criminale, si ritrova steso sul suo letto. Con Mickey a cavalcioni su di lui.



Non appena i due incrociano i loro sguardi, scatta una scintilla e...



Eppure, la vera sorpresa per noi poveri telespettatori non è tanto il fatto che siano finiti a letto insieme, quanto l'omosessualità di Mickey e vedendo questa scena – a parte il fangirling e la ship che scattano a livelli stratosferici – una sola domanda aleggia nella nostra malata mente:

Diventeranno una coppia
 

Eeeeh, miei cari... aspetta e spera!



Questa scena ci da il permesso di entrare nella vita di Mickey e soprattutto nel suo difficile rapporto con l'omosessualità.


Mickey... un ragazzo che in sei episodi abbiamo imparato a conoscere come un bullo, un delinquente, e l'aggressività è la sua principale caratteristica.

Eppure Mickey non è solo questo.

Nel corso della sua vita, senza amore, senza conforti, Mickey ha imparato a indossare una maschera, che gli serve solo per restare in piedi, per non disintegrarsi e perdere di vista ogni piccolo pezzetto di sé. Mickey è un ragazzo debole che usa l'aggressività per nascondere la sua fragilità. È un ragazzo che ha paura di mostrarsi per quel che realmente è per timore della reazione del padre. Della reazione di tutti. La paura di diventare quel che è veramente, la paura di mostrarsi debole agli occhi del suo unico genitore è più forte del desiderio di libertà. Non per orgoglio, non per dimostrare al padre che lui vale qualcosa ed essere riconosciuto da lui, anzi: a Mickey non importa proprio nulla del padre. Lui ha paura. Ha paura della feroce reazione che l'uomo potrebbe avere e per questo ha imparato a dare un equilibrio alla sua vita, compensando la sua mancata libertà con le risse e le armi.



Ma la più grande difficoltà di Mickey non è rivelare agli altri la propria omosessualità, ma accettarla. Non riesce a credere che proprio lui, il figlio di un omofobo razzista, sia gay. È una verità che si fionda nella vita di Mickey, e nonostante lui cerchi di rimuoverla, torna sempre a tormentarlo. Mickey deve imparare a fare i conti con se stesso, ma la strada è ancora lunga e tortuosa.



Ben presto Mickey fa capire a Ian che quello che è successo non significa nulla per lui. Sì, sono stati a letto insieme, ma lui non è gay e quello era solo sesso.

Sono frasi che Mickey ripeterà spesso a se stesso, perché non può accettare una cosa così orribile.

Eppure c'è quel maledettissimo feeling tra i due che non riesce a lasciare Mickey indifferente: spesso infatti si vede con Ian in un campetto, gli fa compagnia mentre il ragazzo si allena e poi lo fanno. Una, due, tre volte... Lo fanno ripetutamente: a Mickey piace, ma non lo ammetterà mai.

Ma col passare del tempo, nonostante i pensieri di Mickey non cambiano, la loro relazione lo fa. Passano più tempo insieme e non solo per divertirsi un po': per la semplice voglia di stare insieme, Mickey ha voglia di stare con Ian.
Qualcosa dentro sé sta cambiando, forse inizia a comprendere cosa sono quei sentimenti? Forse capisce che Ian è importante per lui?
Forse sì. E non può permetterlo. Ecco perché tratta Ian sempre più con diffidenza e strafottenza.

Lo fa sentire una nullità, un mero oggetto in balìa dei suoi desideri. 
Non vuole baciarlo, sostiene di non provare nulla per lui, che quello che fanno è solo divertente. È un po' la sua macchina del sesso: quando ne ha voglia si vedono. E nel frattempo va con altre donne.

Per mascherare ciò che è arriva addirittura a voler uccidere Frank, il padre di Ian, solo perché li ha scoperti. Teme che possa riferirlo a qualcuno e che la notizia si espanda a macchia d'olio: tutti verrebbero a conoscenza della sua vera natura e lo deriderebbero. E lo verrebbe a sapere anche suo padre. Per fortuna, pochi istanti prima di compiere questo gesto assurdo, si rende conto di cosa sta per fare e torna a casa.







Ian, disperato, in tutti i modi cerca di far sbloccare il ragazzo senza riuscirci e decide di frequentare altri uomini nella speranza di dimenticare i sentimenti che nutre per Mickey. Conosce un uomo, sulla cinquantina, un medico ricco e affascinante.

Mickey viene a scoprire del loro rapporto quando il dottore va a trovare Ian al Kash&Grab – dove Kash non lavora più, poiché scappato con un altro uomo e Mickey ha preso il suo posto – per invitarlo a bere qualcosa insieme. Ian accetta, sotto gli occhi di un Mickey sbalordito, che non riesce a capire perché prova quello strano sentimento indefinibile quando viene a scoprire che i due sono stati a letto insieme.

Decide allora di seguirli. Mentre vede Ian seduto al bar col suo uomo, Mickey si sente infastidito, non capisce cos'è che prova, ma non gli piace, così come non gli piace vedere Ian con quel pervertito.

Quando i due escono dal locale Mickey, usa una scusa banale per prendersela col dottore e fare a pugni con lui. Esce di nuovo la sua aggressività, ancora una volta per nascondere qualcosa che è più evidente di quanto sembri: Mickey è geloso e ha paura, perché non sa cosa sia la gelosia, non sa perché si sente così, lui non ha mai amato, dopotutto.

Ian è shockato dal comportamento del ragazzo, ma non può prestare attenzione al dottore: la polizia sta arrivando ed è meglio che non li trovi lì. I due allora scappano, e corrono... corrono e si rincorrono, scherzando e ridendo.

Mickey capisce che con Ian non solo si diverte: si sente libero.

Questo pensiero lo ossessiona, una parte di sé vorrebbe che ci fosse di più tra loro, ma non è ancora pronto a fare un salto grande come questo.

L'incubo che suo padre e tutto il resto del mondo possa scoprire quello che lui è veramente lo tormenta. E mentre lotta contro se stesso, deve lottare anche con Ian, che non è più soddisfatto dal loro rapporto: vuole che Mickey accetti il suo vero essere e che ammetta che sono una coppia.

Ma la lotta contro Ian non dura molto: basta una frase detta in un momento di rabbia e Mickey capisce che ha solo paura, paura di baciarlo. Qualcosa dentro sé scatta, e magicamente...




Un piccolo gesto, un grande passo: Mickey ha finalmente capito cosa prova realmente, sa cos'è che vuole, anche se ancora non si sente pronto ad ammettere a se stesso che possono essere una vera coppia. La paura è ancora forte dentro sé.



Ma si sa... le cose belle non durano a lungo!



Pochi giorni dopo il peggiore incubo di Mickey si avvera: dopo una bella notte passata insieme a casa Mikovich, i due fanno un po' di sana “palestra” mattutina. Ad un tratto, però, Terry, uscito da poco di galera, torna a casa e trova i due ragazzi mentre fanno sesso. Si scatena così la parte più profonda dell'uomo, il suo essere omofobo viene a galla con la stessa velocità di un lampo e salta addosso al figlio. Lo picchia duramente, Ian tenta di scappare, ma Terry picchia anche lui, facendolo volare sulla poltrona. Poi continua a picchiare Mickey a sangue, lasciandolo quasi svenuto sul divano.

Dopo pochi minuti torna con una ragazza, la fa spogliare davanti ai due ragazzi sanguinanti e la costringe a fare sesso con Mickey e lo avverte: la farà continuare fino a quando non dimenticherà la sua frociaggine. Mickey lascia fare tutto alla ragazza, stremato e senza forze vorrebbe solo che quel momento finisse. Il suo peggiore incubo si è avverato, suo padre l'ha trovato con un uomo! E ora deve pagarne le conseguenze, ma soprattutto deve fare i conti con sé stesso.

...e con lo sguardo di Ian, che guarda la scena ancora accasciato sulla poltrona, soffrendo fisicamente e morendo dentro. 


Mickey fissa il ragazzo per quelli che sembrano i più lunghi istanti della sua vita, ma non ce la fa più, e decide che prendere il comando sulla ragazza è decisamente una strategia migliore.

Segue un periodo nero per il nostro piccolo Mickey. Schiacciato dal peso della verità, si sente più in gabbia di prima: dà la colpa a Ian per quello che è successo, ma dentro sé sa che la colpa è solo del padre, un bastardo omofobo.
Non rivolge più la parola a Ian, e si sfoga con lui picchiandolo a sangue. Ritorna ad indossare la sua maschera, ritorna ad essere il Mickey aggressivo che era prima. Lo picchia, gli fa volare un dente e commenta il tutto dicendo che si sente meglio ora che l'ha fatto.
Ma dentro sé sa che non si sente assolutamente meglio, sa che ha fatto male all'unica persona che conta nella sua vita, l'unica che è riuscito a donargli quello che non gli era mai stato dato: l'amore.
Non riesce ad andare avanti, non può fare una scelta così drastica, non dopo quello che è successo. Ma se questa scelta non riesce a prenderla, quella di sposarsi gli sembra un'idea alquanto facile.
Terry infatti ha deciso che deve sposarsi con Svetlana, una ragazza che, a detta sua, è rimasta incinta di Mickey. L'unico ad essere felice del matrimonio è proprio Terry, a Mickey non interessa nulla di quella ragazza, ma è un'opportunità per mettere una maschera ancora più pesante e vivere la vita che suo padre non giudicherebbe: si sente vuoto senza Ian, ma per mantenere la sua reputazione decide di sposarla.
Ian lo supplica di non farlo, ma lui è più convinto che mai: è solo un dannato pezzo di carta, le cose tra loro non cambieranno, ma almeno con suo padre le sistemerà.


Sente di aver fatto una cazzata solo quando Ian, che ormai non ce la fa più a vivere in una bugia, decide di arruolarsi e va a casa Milkovich per salutare Mandy. Poi dà la “buona novella” a Mickey, aggiungendo di non essere lì per vederlo. Mickey vorrebbe fermarlo, se lo lascia andare lo perderà per sempre. Ci prova, ma non ci riesce.
E lo perde. E si pente di tutto solo quando ormai è troppo tardi: quando Ian non è più lì e sente che gli manca da morire, che non c'è nulla che sa farlo stare bene come faceva lui. Prova in tutti i modi a compensare la sua mancanza, ma nulla è come lui e niente è più lo stesso da quando lui se n'è andato. 


Mesi dopo gira voce che Ian sia di nuovo a Chicago. Pochi giorni dopo Mandy gli fa sapere che Ian lavora in una discoteca gay e Mickey decide di andare da lui. Deve vederlo.
Non gli sembra vero, dopo tutto quel tempo passato a sognare di averlo ancora con sé, finalmente lo vede. Ma quello che appare ai suoi occhi non è l'Ian che conosceva: lo vede strusciarsi con un uomo, mentre lui gli da pasticche di chissà quale sostanza. Quando finalmente il ragazzo scorge Mickey manda via l'uomo; Mickey gli si avvicina e Ian gli fa notare che per venti dollari balla per lui. Nient'altro.
Contrariato, Mickey accetta. Se pagarlo è l'unico modo per potergli parlare, allora lo farà. Cerca di farlo ragionare a tornare a casa, ma Ian non ne vuole sapere e appena il suo numero termina un bodygard lo butta fuori dal locale.


Mickey non si arrende e aspetta che Ian finisca il suo turno. Quando esce, fatto come non mai, crolla a terra. Mickey lo prende sulle spalle e lo porta a casa Milkovich, lo mette a letto e resta tutta la notte a vegliare su di lui, gli occhi intrisi d'amore.


Nei giorni seguenti continua ad andare nel locale dove Ian lavora, sorvegliandolo attentamente: se qualcuno lo tocca, lo minaccia.
Quando Ian gli si avvicina per baciarlo, Mickey reagisce come sempre: anche se ora conosce perfettamente i suoi sentimenti nei confronti del ragazzo, non vuole mostrarlo al mondo, ha ancora paura. Ma uno sguardo di Ian gli fa notare che lì nessuno potrà giudicarlo, che in quel locale tutti sono come lui.
E finalmente eccolo... IL bacio. Quello che tutti aspettavano da tempo.



Mickey ha capito che in quel posto può sentirsi libero di amare Ian. Lo ha capito ed è pronto ad ammetterlo.
Il giorno dopo, svegliatosi a casa di un amico di Ian, dove hanno passato la notte, non appena questi gli chiede se si sono conosciuti la sera prima, Mickey gli dice che no, non si conoscono da poco, ma stanno insieme.
Insieme.

 

Passano i giorni, durante i quali Mickey si prende cura di Ian, lo vuole proteggere, lo vuole amare. Certo, non è smielato come potremmo immaginare o come Ian vorrebbe, non mostra più di tanto i suoi sentimenti, ma in qualche modo glielo fa capire.
Non è più quel ragazzino che un paio d'anni prima viveva solo di risse e fumo, che non voleva saperne niente di nessuno, perché al mondo esisteva soltanto lui. Ha imparato cos'è l'amore, l'ha provato sulla sua pelle, ha capito che è qualcosa di cui non si può fare a meno.

Il fatidico giorno arriva e suo figlio finalmente nasce.
Alla festa del battesimo, però, succede qualcosa di inaspettato.
Svetlana, la moglie di Mickey, non sopporta Ian, lei sa la verità e minaccia il marito di raccontarla a Terry se non rimedia in qualche modo: lo costringe a cacciare Ian dalla festa.
Mickey non vorrebbe che Ian vada via, ma deve farlo, il padre non può sapere che lo frequenta ancora. Ian lo minaccia dicendogli che se lo lascia andare a casa, facendo tutto quello che vuole la moglie... bè, allora può anche non tornare da lui: non vuole più saperne. Vuole vivere la loro storia liberamente, senza bugie.
Mickey, impaurito, gli fa notare che a lui non dice bugie, perché lui è l'unica cosa che lo fa sentire libero, ma Ian non demorde. O le menzogne o il loro amore.


 L'ha detto davvero?
Sììììììììììììììììììììììì!




 Con una sola frase Mickey ha scatenato la terza guerra mondiale e contemporaneamente ha portato la pace dentro sé.
In una rissa con il padre, nel quale Ian non si lascia scappare l'occasione per fargliela pagare, Mickey gli sputa con odio tutto quello che ha fatto con Ian, lo mette al corrente di tutte le volte in cui hanno fatto sesso, gli racconta di come l'ha preso e di quanto gli sia piaciuto.
Gli sputa tutto l'odio che ha nei suoi confronti e più cose gli dice più sembra volerlo fare incazzare. Finalmente Mickey si libera di tutto ciò che nei suoi vent'anni di vita l'aveva tenuto legato ad una maschera, la stessa che giorno dopo giorno aveva dovuto indossare per nascondere la sua vera natura, la sua vera identità. Quella che aveva conosciuto grazie a Ian, ma che in qualche modo era sempre stata parte di sé.
Si sfoga e finalmente acquista la sua totale libertà. Si sente come invincibile, sa che adesso l'unica cosa che conta davvero sono lui e Ian, nient'altro. Vuole proteggerlo e proteggere il loro amore. E sa che Ian è lì accanto a lui, e sarà per sempre accanto a lui.


E ciò che è davvero importante per lui è quando il giorno dopo scopre che non importa proprio a nessuno che lui sia gay, perché non è il primo ad esserlo e di certo non sarà l'ultimo. Nessuno tra i suoi amici del bar lo criticherà, l'importante è che sia felice.
Questo conta davvero tanto per Mickey, e lo si può leggere nel suo sguardo quasi stupito. Si rende conto che ciò che ha represso fino a quel momento avrebbe potuto esternarlo tanto tempo prima, perché tutte le sue paure, le sue ansie, erano infondate: l'unica paura era quella di suo padre che l'aveva fatto crescere nel terrore.

Ma quello che Mickey ancora non sa è che ciò che il dolore che ha sopportato finora non è nulla in confronto a ciò che lo attende. Un ragazzo segnato dalla vita che ha appena iniziato a spiccare il volo con le sue ali e che si ritrova a fare i conti col destino.
Mickey capisce di cosa si tratta quando, dopo due giorni che Ian non si alza dal letto, Fiona – la sorella di Ian – gli parla della malattia della madre, la stessa di cui potrebbe essere affetto Ian: bipolarismo.
Mickey non si sente ancora pronto a lasciare Ian in balia di se stesso e dei medici, e con una forza d'animo che potrebbe avere solo colui che ama davvero, quasi ordina a Fiona che Ian non si deve muovere da quella casa. Non dev'essere portato in un ospedale, dove gli farebbero solo del male.


Con Ian, Mickey ha imparato cosa vuol dire amare, ma soprattutto cosa vuol dire vivere. Gli ha insegnato a prendere delle decisioni difficili e a prendersi cura degli altri.

Grazie a Ian, Mickey ha capito cosa vuol dire avere una famiglia, adesso potrà prendersi cura di suo figlio e del suo stesso amore, aspettando che Ian torni da lui.



Sono certa che soffriremo come dannate durante la quinta stagione, ma non vedo l'ora di farlo insieme a Mickey e Ian, di vedere come affronteranno la malattia, che scelte sarà portato a fare il nostro Mickey...

Spero solo che tutto si risolverà per il meglio, perché lui, Mickey, merita l'amore di Ian, merita la felicità dopo tutto quello che ha passato nella sua vita... hanno entrambi bisogno di felicità.




Spero che il mio articolo vi sia piaciuto, vi lascio con questa foto, della quale sono pienamente innamorata! Cioè... guardate lo sguardo pieno d'amore che Mickey fin dall'inizio, forse senza saperlo, rivolgeva a Ian, quello stesso sguardo che con gli anni è diventato sempre più intenso e consapevole.
Oh, sono innamorata! *-*




E per chi non ne ha ancora abbastanza, ecco anche uno dei video che amo di più! Only for you <3



 

A presto, 
Alba <3

4 commenti:

Antonietta V. ha detto...

"Ian Gallaaaaagher" è praticamente dalla sua entrata in scena che ho amato questo personaggio. Mickey è IL personaggio, ce l'hanno fatto conoscere a fondo e ce l'hanno fatto amare per le sue debolezze. Il suo percorso è stato tutto un crescendo, analizzando in particolare i suoi sentimenti e il suo accettarsi; siamo passati da "kiss me and I'll cut your fucking tongue out" a "let me take care of him", ma, come hai detto, non è stato per niente facile. Ma alla fine ce l'ha fatta, anche se mi ha fatto penare come non mai (e continuerà sicuramente, viste le basi della quinta stagione)!

Alba ha detto...

Eheheh come ho già detto: sento che durante la 5 stagione moriremo più e più volte! Ahahahah

Comunque sì, Mickey è IL personaggio. Davvero, è il mio personaggio preferito in assoluto, ha avuto un'evoluzione stupenda!!

Ti ringrazio per aver letto e commentato, Antonietta :D
Un baciooooooo
Alba <3

Rhin ha detto...

Leggendo mi sono venute le lacrime!
Mickey è uno dei miei preferiti (dopo Lip) ed è un personaggio stupendo! *-*
Complimenti per la recensione, perfetta!

Alba ha detto...

Oddio Rhin, grazieeeee! *-*
Non sai quanto mi fa piacere leggere le tue parole <3

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