Recensioni

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lunedì 30 marzo 2015

E allora ditelo che mi volete male!
NO!
Non ce la faccio, sono disperata.
Cosa c'è? Il Dio dei Telefilm preferiva Brenda a Kelly e mi sta punendo? Oppure cosa?



Diciamo che, per scrivere questa recensione, ho dovuto aspettare che la furia omicida scivolasse via da ogni singola fibra della mia anima. Perché alla fine dell'episodio avevo gli occhi iniettati di sangue, le mani che prudevano e un diavolo per capello.


Ma procediamo con ordine!
Ero piuttosto rilassata. Ancora un po' dolorante per il fattaccio di Siggy, ma tutto sommato, l'inizio con Ragnar ed Althestan che facevano i castelli di sabbia sulla spiaggia mi aveva fatta sorridere.


A Kattegat ormai ci si prepara alla spedizione verso Paris. Nuove terre, nuove frontiere, nessuno che dica "Lascia perdere che portano il pane sotto l'ascella, non hanno il bidet ed un giorno costruiranno una cosa di ferro enorme che spacceranno per arte!" . No. Tutti entusiasti. Andiamo a Disneyland.
Adesso parlo così, in realtà li capisco benissimo. Parigi ha un fascino irresistibile. Dunque, va bene, andiamo!
Ma la Natura continua a fare il suo corso, nonostante le razzie da preparare.
Quale miglior modo per iniziare un episodio se non un lieto evento?
Porunn, finalmente, da alla luce una bambina.




E già qui, ho rischiato di piangere. Gran Donna Siggy. Con tutte le contraddizioni, i difetti e le bassezze. Gran Donna.
Sembra che i rapporti tra Porunn e Bjorn siano più distesi rispetto a quello che avevamo visto nello scorso episodio. Lei sembra essersi fatta una ragione delle sue cicatrici. Lui continua a volerla al suo fianco. Probabilmente, il problema tra i due è la comunicazione.
Proprio non riescono a capirsi.
Lui vorrebbe stare con lei. Non le importa del suo volto sfigurato. La desidera lo stesso, ardentemente.
Ma lei non lo sa. O non lo capisce.
Quando Bjorn prova ad abbracciarla, a toccarla, quando le dice che ha voglia di fare l'amore, lei si scusa e gli indica un'altra donna.
Per Porunn è inconcepibile che lui la voglia ancora.
Io la capisco, un po'. Non è stupida, è insicura ed impaurita e disperata. Soprattutto non vuole che tutto questo emerga, che il mondo intorno a lei se ne accorga. Non può nascondere i segni sul suo volto, è vero, ma può nascondere le cicatrici che bruciano di più. Quelle interiori che la fanno sentire debole.
Mi ha sempre perversamente affascinata la contraddizione delle Donne.
Una donna è debole e forte contemporaneamente. Come se una cosa creasse l'altra senza sapere da dove inizi questo circolo.
Ad ogni modo, Bjorn non le dice di volere lei. Non le dice che nessuna altra donna al mondo, in nessun modo, lo attrarrebbe più di lei. Non le dice che le cicatrici che porta ai suoi occhi sono insignificanti e che, anzi, forse la rendono più bella perché sono la medaglia per essere stata tanto coraggiosa (in realtà stupida, ma ogni tanto una bugia a fin di bene ci può stare, no?).
No Bjorn la lascia andare via.
E alla fine, dopo aver confessato a Torvi di amare sua moglie, gli si lancia addosso.


Ovviamente, questo tradimento non ha niente a che vedere con quello perpetrato da Ragnar ai suoi tempi. Perché Bjorn non è Ragnar e Porunn non è Lagertha.
Sebbene non trovi parole migliori per spiegare questa sensazione, credo che possiate capire. No?

Intanto, anche nel Wessex la natura fa il suo corso.
Judith da alla luce il figlio bastardo. Lo ha chiamato Jon Snow.
Ok, forse no, ma fa lo stesso.
Astolfo non l'ha presa granché bene. Infatti, subito dopo aver partorito, la principessa viene trascinata via dal pargolo e dalla sua stanza.


La punizione per l'adulterio, a quanto pare, è la mutilazione. Le vogliono tagliare naso e orecchie, non male considerato che avevo pensato volessero bruciarla.
L'unico modo che ha per salvarsi è dire il nome di chi ha infornato la pagnotta.

Shame on me, I know!
Judith prova a resistere. Lascia che le venga tagliato un orecchio. Il che, diciamocelo, dopo tutto il sangue che avrà perso durante il parto, non è il massimo. Ma poi non ce la fa.
Ha paura, è terrorizzata. Judith non è una guerriera. Lei è nata per essere amata e servita, non conosce gli stenti e la privazione. E lo dice. Un sussurro quasi, ma è abbastanza.


Althestan.
Ed è come una parola magica.
King Ecbert ferma tutto. Inventa la balla del Sant'uomo e Dio che ha voluto renderlo padre. Il bambino sarà sicuramente speciale.
Tutto questo, forse, più probabilmente significa "Ehi Ragnar, nel caso volessi farmi qualcosa, sappi che ho in ostaggio il figlio del tuo fidanzatino!".
Sia come sia, Astolfo che ha meno cervello di una bionda ossigenata ci crede. Il popolo pure. Judith da sgualdrina adultera diventa la reincarnazione della Madonna.


Ma torniamo a Kattegat.
Finalmente Althestan conclude la sua battaglia interiore.


Dio gli manda un segno. Un fascio di luce che passa in un muro. Potrebbe essere il sole che filtra dal buco. Ma no. Non lo è. Potrebbe esserci una spiegazione razionale. Ma no, è Dio. Ovviamente.
Althestan ritrova la sua fede.
Rinnega Odino, Loki ed il suo incredibile accento, Thor e il suo maestoso martello.
Rinnega tutto.
Entra nelle gelide acque del nord come se fosse un nuovo battesimo, ma con molti più addominali.



Arriva al punto da gettare via il bracciale che Ragnar gli aveva dato. Che poi in realtà era più un pegno d'amore che altro. Non ho molto apprezzato questo gesto. La fede, per me, è qualcosa di intimo che non ha bisogno di grosse manifestazioni all'esterno. Non ha bisogno di distruggere quanto sia importante per altri, ma di costruire una vita intorno a quanto sia giusto per il fedele. Ma io parlo da atea che, certamente non può capire. Senza dubbio, il gesto è simbolico, perché il Prete allontana definitivamente da sé ciò che lo ha tentato, ciò che lo ha distolto dal logos.


Il problema è che Floki lo sta guardando, ma preferisco lasciarmi per dopo le disquisizioni sul comportamento del vichingo, al quale comunque continuo ad augurare una perenne dissenteria.
Ad ogni modo, ritrovata la fede e l'equilibrio, c'è una sola persona alla quale Althestan vuole raccontare tutto questo: Ragnar.
Il motivo non è solo l'indiscutibile rapporto creatosi tra i due, fatto di stima e affetto. Il motivo è che Ragnar è stato l'unico a mostrarsi non solo interessato ma, rispettoso, della cultura del Prete.
Ragnar è un fedele anacronistico, senza dubbio. Non è cieco sebbene la sua fede sia profonda. Non ha bisogno di imporre il suo credo per mezzo dell'annichilimento della fede altrui. E sì, sono consapevole che questo non è un comportamento che possa essere preteso da tutta la comunità vichinga. Ma non è per questo non è apprezzabile.
Per una volta che parlo bene del Re, lasciatemelo fare!
Quindi Althestan raggiunge Ragnar. E semplicemente, senza frenare l'entusiasmo, senza paura che lui possa viverla male, glielo dice. Ho ritrovato la fede.
Ma subito dopo, si rende conto che non tutti sono come il Re. Che in molti, guarderanno con disprezzo questa sua scelta, questo suo sentire. E non solo Floki, che lo odierà ancora di più. Anche gli altri vichinghi. A nessuno piacerà.
E dunque forse, l'unica soluzione è quella di andare via. Per se stesso e per lo stesso Ragnar. Per non metterlo nella situazione di doverlo difendere, di non essere compreso.
Da qui, la scena più commuovente della puntata.






 
Il che mi ha ricordato questo.


Il che ha prodotto questo.


Ok, lo so che è nella mia testolina che succedono queste cose. Ragnar ed Althestan sono amici e non amanti, sebbene molto legati. Ma dove sta scritto che in un remoto angolo del mio cuore io non possa credere nel fatto che si siano un po' amati?? Lasciatemelo fare. Vi prego. Anche perché gli ha detto ti amo. Ok, I love you potrebbe essere anche ti voglio bene, ma chi se ne frega!?

Ad ogni modo, la situazione a Kattegat non è per niente semplice.
Un vagabondo porta la notizia dello sterminio del Wessex, dicendolo proprio a Floki, un altro porta informazioni su come conquistare Paris.
Ragnar decide di non condividere con il suo popolo quanto successo. Ma Floki sa, e questo è un altro tassello che lo porta a non condividere le politiche espansionistiche e progressiste del suo Re.
Per questo se ne va. Torna nei suoi boschi dove si dedica alla costruzione delle sue navi.
Mentre è lì però, riceve un segno.
Sembra che le divinità si siano messe d'accordo ed abbiano deciso di dare segni tutte nella stessa puntata.


Il primo commento è: perché in questa stagione gli sceneggiatori di Vikings hanno sviluppato un'ossessione per il sangue che esce dai buchi.
Ad ogni modo, Floki interpreta il segno, non so se nel modo giusto, ma sicuramente nel modo che gli fa più comodo. Deve compiere un sacrificio.
E quale modo migliore per "sacrificarsi" se non uccidere la persona che più odi al mondo?

Dunque, dopo aver molto galantemente messo le mani al collo di una Helga spaventata, si arma di ascia e se ne torna a Kattegat. Entra di nascosto nella tenda di Althestan che sta pregando, disarmato, e lo uccide.
Non potevo crederci.
No.
E lui abbraccia la morte chiedendo a Dio di accogliere la sua anima.
Ho già detto quanto trovo stupido il meccanismo che spinge la fede ad annientare l'istinto di sopravvivenza?
Ormai è fatta.
Floki è un personaggio che mi rende bipolare. In qualche modo lo amo, per molte cose lo odio.
Ho già detto come, soprattutto, il suo modo di vivere la fede mi disturbi.
Non si tratta di cattolici vs pagani. La mia critica non riguarda in che cosa uno scelga di credere, ma nel modo in cui lo fa.
E siamo d'accordo che sarà anche coerente con la sua epoca. Ma la mia non è un'analisi storica. La mia è un'analisi sull'impatto che la faccenda ha sulla mia persona.
E sui concetti platonici del giusto e dello sbagliato. Sempre rapportati a me stessa e a quello che tutto ciò mi provoca.
Orrore.
Orrore perché non credo in nessun dio, e dunque, dal mio punto di vista è esattamente come se qualcuno commettesse un omicidio nel nome di Topolino.
Orrore perché hai davanti un uomo disarmato e lo uccidi. E questa per me è la morte dell'onore.
Orrore perché non avrò più scene tra Ragnar e Althestan.
Dunque, Floki, che tu possa cagare a fischio per il resto della tua esistenza.
E vorrei tanto entrare nello schermo e farmi grasse risate mentre gli racconto che le divinità a cui è devoto diventeranno fumetti e che Odino condividerà la faccia con un cannibale, e con Diego della Vega!


E qui, altro momento di infinita commozione.
Ragnar che dice addio.


Anche nella morte, dimostra l'affetto per il monaco. Lo porta nel luogo dove lui gli impartiva lezioni di catechismo. Come se, il fatto che si fosse parlato di Dio, avesse in qualche modo reso quel posto sacro. Gli scava una tomba e gli costruisce una croce.
E poi semplicemente si sfoga.
Gli parla.




E adesso, io non ho Ragnar in simpatia, ma ho la sfortuna di essere una persona piuttosto empatica. E dunque non riesco ad ignorarlo il dolore (a meno che non si parli di Joffrey).
E penso solo di guardarlo in silenzio, sentirne il sapore amaro, devastante. Ma anche dolce. Perché il dolore tiene vivo il ricordo. E alcuni esseri umani, come me, sono sadici/masochisti. Finché fa male non sbiadisce, non è perso. E non voglio che smetta di esistere. E voglio dunque soffrire ancora.
Ragnar non è così. Non ce lo vedo a piangere ancora e di nuovo.
Ma in quel momento sì.
In quel momento era debole e solo e depresso. E se a quei tempi fossero esistiti streaming, Nutella e pigiami antistrupro, probabilmente sarebbe stato uno di noi.
E allora tregua per questa puntata.
Seppellisci i tuoi morti ed i tuoi sentimenti, Rag!
Forse Floki pensava che uccidendo Althestan le simpatie cristiane di Ragnar sarebbero sparite.
Forse pensava che sarebbero tornati a razziare qui e lì.
Questo la dice lunga su quanto realmente conosca il suo re.
Ad ogni modo, se quello era stato il suo obiettivo, visto come va a finire, direi
GAME OVER FLOKI.



Non so cosa accadrà nei prossimi episodi. Ma, seriamente non vedo l'ora di scoprirlo.
Sperando che gli sceneggiatori abbiano finito di ammazzare gente, vi saluto e vi abbraccio.
Aprestissimo, Mika.

Valutazione Puntata:


(perché sono notoriamente masochista)

Se volete saperne di più, passate per la nostra pagina
E per le pagine nostre amiche:



https://www.facebook.com/pages/%E1%83%A6-I-cant-live-without-my-favorite-series-and-movies-%E1%83%A6/777484872326990

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Questa recensione" è una cagata pazzesca"!Non si può non capire che Floki e Athelstan facevano parte di un disegno superiore! Athelstan non era lì per caso! stava pregando nudo con sotto un sudario dandosi l'estrema unzione!Aveva avuto una visione e sembrava aspettare Floki, che da parte sua non ha semplicemente interpretato a cacchio un segno ma ha avuto una visione che aspettava da tempo e che gli ha mostrato cosa avrebbe dovuto fare! non è stata una scelta opportunistica ma Gli dei hanno guidato i suoi passi, Floki scende dalla barca poco lontano dalla riva e non si bagna che la suola delle scarpe,cammina a filo d'acqua( ricorda qualcosa?) è così in sintonia con il suo popolo e il suo credo che passa camminando a tempo di musica mentre l'inquadratura si sposta su un corvo che vola sopra il villaggio( corvo = messaggero di Odino) ed inoltre era proprio dietro di Rollo quando si è voltato ma gli dei hanno mandato un elemento di disturbo per celare il suo passaggio. Floki entra e Athelstan lo stava aspettando lo si percepisce dal sorriso che fa appena lo vede e Floki ha gli occhi lucidi non è un rabbioso carnefice. Athelstan sa che la sua vita finirà da martire si è preparato per questo!La mano di Floki è guidata dagli dei che compiono il loro volere,e subito dopo il volto di Floki è rigato dalle lacrime,non è uno stronzo che ha ammazzato un disarmato!Subito dopo poi si "consacra" con il sangue del "priest".Athelstan e Floki sono estremamente simili: nel momento dell'incontro sono entrambi molto credenti anzi di più ,hanno conosciuto il volere egli dei per loro, conoscono il proprio destino.Sono 2 facce della stessa medaglia. Se per assurdo Floki fosse stato nel mondo cristiano e avesse ritrovato la sua fede il finale sarebbe stato identico scambiando soltanto chi è morto e chi è vivo.E Floki non lo ha ucciso per sua volontà e tornaconto ma per volere degli dei, non è uno sciocco sa che Ragnar non abbraccerà completamente il suo gesto,ma non ha ucciso il rivale in amore, ha ucciso l'uomo che rappresenta quella cultura che sta intaccando quella in cui vive, quel uomo che ,non volendo,sta plagiando Ragnar che ,come discendente di Odino, ha ricevuto il suo appoggio e favore sin dall'inizio del suo viaggio. Sta eliminando per gli dei quello che potrebbe essere uno degli elementi che porterà alla distruzione della religione pagana.Bisogna osservare non solo guardare per fare una recensione accettabile!

Mika ha detto...

Ciao :) be la tua è una bellissima analisi, sarebbe bello sapere il tuo nome per potermi rivolgere a te ma, immagino, tu abbia dimenticato di inserire il nome nella foga di scrivere il commento!
Può darsi, sì, onestamente a me sembrano entrambi agire volontariamente. E Floki non mi è sembrato affranto. L'alea di mistero c'è. Purtroppo io sono resa cieca dalla non fede, quindi ho pensato "che culo Floki! Passa un cane!"
Ad ogni modo, mi complimento con te per l'ottima analisi, e mi complimento con tua madre e tuo padre per il modo in cui ti hanno educato! Davvero devono averci speso tempo e fatica! :)
Ad ogni modo, tranquillo, compensi con la spocchia :)

Rossella ha detto...

Per fare una recensione accettabile bisogna anche saper usare la punteggiatura e il Congiuntivo. Rimani anonimo che fai più bella figura.

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