Recensioni

Quale, tra le nuove serie di questo Autunno, è la tua preferita?

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lunedì 30 novembre 2015


ALLONS-Y A TUTTI!

Avete presente quella sensazione dopo che è accaduto qualcosa di incredibilmente bello, o dannatamente brutto, che non riuscite nemmeno a dire una parola, neanche una?
Credo sia stato il mio caso, dopo aver visto la 9x11 "Heaven Sent".

Non basterebbe una singola recensione. Neanche dieci, o cento, o un milione.
Il motivo non è banale, futile, è che semplicemente incommensurabile.
Non stiamo parlando di una puntata tipo, è LA puntata. Una delle più belle mai realizzate secondo il mio punto di vista. Può un solo attore, un solo personaggio creare qualcosa di così perfetto?
Può la mente di un signore che si chiama Steven Moffat ideare qualcosa del genere? Un uomo che dice di praticare il lavoro dello showunner, ma che penso sia soltanto un umile dispensatore di genialità, emozione, rabbia e gioia. TUTTO INSIEME.

Okay. Okay. Okay.
Eviterò futili frasi alla "Colpa delle Stelle" e concentrerò la mia mente su quella che è una puntata monumentale, e come spesso accade, più è intenso, complicato ed epico l'episodio, tanto più è difficile scrivere una recensione a livello.
Spero, pertanto, che questa lo sia.


Qui avevamo lasciato ogni nostro respiro.
Una puntata controversa, come lo è stata d'altronde Clara.

Ciò che è accaduto nella 9x10 "Face the Raven" ha creato discussioni di ogni genere, ma che non ha cambiato la sostanza della vicenda.

Clara Oswald is dead.


La puntata non si apre chiaramente in medias res, tuttavia, le parole del Dottore che producono una sequenza narrativa spettacolare (a volte ancora non mi rendo conto di quanto sia orgasmica la voce di Capaldi), sono forti, dure, assolutamente vendicative.
Le sue parole sono esplicative della morte, e tutti i riferimenti sono ovviamente per Clara.
Ma questo suo discorso sembra allargarsi ad un pubblico più vasto, quasi in maniera teatrale.
Le sue parole della morte che si presenta quando ci sono due ombre, inoltre, mi hanno di certo riportato in mente quel meraviglioso episodio della 4x08 "Silence in the Library".
Ho detto che il Dottore è arrabbiato. Vero.
E questo suo stato, volere, va in netta contrapposizione con quello che voleva Clara. Vero anche questo.
Ma ormai conosciamo anche noi quell'uomo che da anni ci dimostra di essere straordinario.
Riesce a mentire, e a comportarsi diversamente da quanto vorremmo, proprio nei momenti che non immagineremo.
Tutto coronato da un modo di parlare e di comunicare totalmente differente, quasi innovativo, almeno all'interno dello show.
Dico quasi perché è così teatrale che non posso esimermi dal pensare al così simile teatro Shakespeariano. Se posso fare un personale esempio apportato nella TV di oggi, vi direi House of Cards (che tra l'altro consiglio). Infatti, la sua, sembra essere una voce fuori dal coro, è sì il Dottore che parla, ma Capaldi è così strepitoso che riesce ad far evincere quel suo tratto "umano" che è fondamentale per conoscerlo meglio. Per capire cosa prova. Chi sta odiando. Chi sta ricordando.
Ma cosa più importante, quanto sta soffrendo. Non a caso ripete più volte: "Why always me!"
Quindi se siete pronti, ecco che inizia il nostro percorso per analizzare questo meraviglioso  MIND PLACE e per buttarci letteralmente dentro (Steven, grazie per queste idee meravigliosamente Sherlockiane).

Il Dottore dopo la morte di Clara viene teletrasportato in un luogo a lui sconosciuto, ovviamente a lui ostile e questo lo comprende, lo comprendiamo, da un'ambigua figura che lo segue e gli da la caccia.
Lui e il luogo in generale hanno l'esatto compito di spaventarlo a morte, tutto ciò che lo circonda non deve essere altro che il suo incubo più tetro, profondo ed asfissiante.
I'm scared and I'm alone
Qui mi limito a fare un accorgimento tecnico: la grafica è assolutamente da applausi, e lo dico davvero, infatti questa serie di certo non è rinomata nel mondo per i suoi effetti, che a volte non sembrano neanche essere al passo col tempo, ma qui davvero non si può dire altro. Sembrava di essere sul set di Game of Thrones.
Il Dottore tuttavia capisce che per poter proseguire e per non morire deve dare delle confessioni.
Dottore - Confessare, di certo non è un binomio a noi famoso.
La paura di morire è la prima confessione. Io a volte ancora non mi capacito per quanto sia straordinario quest'uomo. Nessuno è invincibile, imperturbabile, nessuno non ha paura di morire, e soltanto chi ha tanto da perdere ne ha. E lui? Lui ha perso Clara. Ha perso per l'ennesima volta una persona che amava, di cui poteva fidarsi. Con cui sentirsi meno soli nell'infinità del tempo e dello spazio, ma non ha paura di confessare. La vita deve essere la ragione fondamentale, il possesso incondizionato a cui l'uomo ha il dovere di attaccarsi con tutta la sua forza. Perché è una. Perché è intensa. Perché è "un secondo nell'eternità". Perché è meravigliosa.



Inoltre, anzi, soprattutto devo evidenziare la presenza, immagino l'ultima, di Clara.
Presente per un momento "fisicamente", ma soprattutto psicologicamente, come se la sua mente fosse strettamente legata a quella del Dottore. Lei lo esorta a non abbattersi, a vincere ancora una volta. A porsi le domande giuste. "BE A DOCTOR"
Questo è sinonimo di un legame profondissimo, che nessun'altro potrà avere con il Dottore, almeno non con Twelve. Il loro breve essere raffigurati insieme mi ricorda così tanto quel "Raggedy Man", ed è forse il modo di Moffat di allargare e far sanguinare ancora di più la nostra ferita, o forse, è quel modo, quasi poetico, di rendere omaggio ad un personaggio che in un modo o nell'altro mai verrà dimenticato.



Capiamo ora però come si articola l'episodio.
Non esiste un Dottore presente ubiquo sia nel TARDIS, sia nel castello.
Ma uno soltanto. Ovvero una sintesi indifferenziata, uno non esisterebbe senza l'altro.
Il TARDIS è il suo mezzo chiave. Vero.
Ma qui non è inteso come navicella per spostarsi, bensì come sua casa, come luogo dove può dipanare e dissipare ogni suo dubbio. È come sospendersi momentaneamente e ragionare sulla prossima mossa. Tutto ciò è geniale, ma geniale è ogni mossa che fa, ed è un aspetto che è un po' vacillato nelle precedenti puntate, per dare spazio più all'anima del Dottore.
La seconda clamorosa confessione è la sua fuga da Gallifrey, che non fu dovuta alla noia, ma dalla paura di restare lì. Dopo spiegherò il perché.
Mentre della terza ed ultima, quella legata al TARDIS, il Dottore non chiarisce né dice nulla al riguardo, ma sono sicuro che nella prossima puntata lo scopriremo.
Bene, o forse no, perché il finale di questa puntata è tra i più belli di sempre.

Nella Pomerania occidentale c'è il Monte di Diamante, che si estende un'ora in altezza, un'ora in larghezza e un'ora in profondità. Ogni cento anni un uccellino va là ad affilare il suo beccuccio; quando avrà consumato tutto il monte, sarà trascorso un secondo dall'eternità. 
Ebbene, in questa puntata abbiamo visto tantissime sfaccettature del Dottore.
Il Dottore che corre, che ha paura, che confessa, che nuota, che vola, che salta, che mangia, che aspetta, che si strugge.
E quel castello non è che un'arena che si resetta, così come il Dottore.
Una volta, dieci, cento, mille, miliardi di volte.
Ma sempre con la stessa forza, la stessa intensità, come quell'uccellino che lentamente fora il monte.
E quella voglia di risalire dall'apnea.
Quanto è dolce il sapore della vita, Dottore?
Aver visto una volta tutte le varie fatiche del del Dottore spinto quasi sempre al limite mi ha causato vari infarti, ma vederlo tutte quelle serie di volte, e capire che è morto miliardi di volte...
Bhe mi ha lasciato senza parole: capire che tutti i teschi nell'acqua erano i suoi, e i teschi posti vicini al teletrasporto (la scelta dei teschi... ho parlato di Shakespeare prima... ), e la tomba, e tutti quei maledetti pugni.




Tutto sullo sfondo della musica di Gold che finalmente si è ripreso, calandosi come co-artefice con Capaldi e Moffat di una delle più belle puntate di sempre.
Capaldi. Forse soltanto oggi ho capito il suo valore. Perché una lacrima può esser scesa. E questo non deve accadere solo quando un personaggio ci lascia, no, sarebbe estremamente riduttivo.
Ma la disperazione del Dottore è qualcosa che lui ha saputo esprimere senza eguali.
E allora? Il Dottore, come quell'uccello, dopo più di due miliardi di anni riesce a superare quella che sembrava un'impresa impossibile, con il coraggio, la fede, la determinazione, ma soprattutto con la Paura.
Non c'è nulla di male ad aver paura. Ma ciò che realmente ci qualifica come persone sagge, mature, umane, è confessare ciò che di più profondo vogliamo nascondere tra le pieghe più oscure della nostra coscienza.

E allora che luce sia.
E che questa sia la luce di Gallifrey.
Il Dottore è tornato.
L'Ibrido anche.
Che sia "me" o  Me.



Io conosco solo una verità.
Dopo la 9x12, nulla sarà come prima. 
E per come andrà posso dire una cosa, che questa stagione è un successo, un'epopea che sembra avere minuscoli contro e infiniti pro. Che rientra tra le migliori stagioni e che ha due-tre episodi che sfidano apertamente quelli storici per bellezza, complessità ed intensità.
Per come andrà, noi tutti, me in prims, siamo orgogliosi.

ALLONS-Y ALONSO! LA DODICI CI ASPETTA!

E RIVER PURE!

VOTO 
½  (IL 10 LO PREPARO PER IL FINALE)




Vi lascio il promo della 9x12 "Hell Bent".
Tremate nemici dell'erede!






















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