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mercoledì 30 marzo 2016

Salve popolo di Gotham!
Non c'è niente da fare, questa seconda stagione d Gotham è sopra qualsiasi aspettativa. Non sbagliano una puntata! D'altronde, con l'ottimo lavoro fatto nella costruzione e caratterizzazione dei personaggi, è ovvio che tutto venga fuori in maniera piuttosto semplice.
Tra l'altro in due episodi abbiamo avuto due ritorni ben graditi.
Barbara e Don Falcon.




Ottimo lavoro.
L'episodio è incentrato su James e Oswald, ed in entrambi i casi si sta preparando il terreno per un ritorno epico.
Nel caso di Oswald, il dolore è un catalizzatore molto potente di crudeltà; nel caso di Jim, niente è meglio di un uomo potente e cattivo, e un assassino sconosciuto che ha sulla coscienza la morte del figlio del detective e la distruzione della sua famiglia, per spingerlo a lottare di nuovo con quel vigore che siamo abituati a vedergli addosso.
Ma andiamo a ripercorrere alcuni dei momenti più significativi della puntata.

#1 A friend in need is a friend indeed



Miglior battuta dell'episodio vince Harvey quando informa Gordon che molte brave persone stiano rischiando la vita per lui, primo fra tutti Don Falcone.



 Ed ancora una volta è evidente come a Gotham si intreccino i personaggi, le dinamiche e gli interessi. Il bene ed il male non esistono quasi più. O meglio, se il male è evidente, il bene in sé sfuma. Ed è questo quello che poi diventa importante: le sfumature; lo scopo finale. E Jim, non perde neanche tempo a lamentarsi, questa volta. Non ha neanche l'ombra di un rimorso nel tendere la mano allo storico boss della malavita contro la quale aveva giurato di lottare.
Sarà anche che Don Falcon ha una dignità difficile da ignorare. Forse è il fascino del vecchio codice d'onore, quello un po' romanzato che non esiste. Quello che affonda le radici nella poetica dell'eroe catilinario, nero e cavaliere. Ci sarà ancora spazio per lui nella serie? Che ruolo avrà?
Di certo, Harvey avrà un bel da fare per aiutare Jim a riabilitare il suo nome. 
Si parla sempre molto poco di questo personaggio, dell'evoluzione che ha compiuto. E' fedele a se stesso, corrotto ed incline a fare di testa sua, ma la sua lealtà verso Jim, è fuori discussione!




#2 Puck 



Se Harvey e Don Falcon aiutano Jim a lasciare la prigione, è il giovane Puck a liberarlo da se stesso. E' vero. Che lo voglia o meno, James è un eroe. E' questa la parte migliore del suo cedere al lato oscuro. Gordon non è mai egoista. Non agisce per le luci della ribalta, non si piega a nessun vuoto edonismo. Agisce perché si nutre del salvare gli altri. Perché solo così sperimenta l'inebriante sensazione di onnipotenza e serenità nei confronti di se stesso. E per stimolare un eroe, non c'è niente di meglio di un cucciolo in difficoltà. D'altronde l'eroe per eccellenza è il pompiere mentre salva gattini dagli alberi, no? 
La morte di Puck era piuttosto ovvia, ma da la scossa definitiva ad un Jim che ha già perso tutto.





Tranne gli amici.

#3 La tattica dell'orso



Funziona sempre. Se ti trovassi davanti ad un orso, la cosa migliore da fare sarebbe fingersi morto. E Jim l'ha fatto davvero bene. Era ovvio che non avrebbe mai lasciato indietro il giovane Puck, ma è stato piuttosto interessante vedere come diventi facile riporre una speranza che non sai neanche di avere nelle prime persone che si mostrino amiche, in una situazione del genere, quando sei circondato solo da pericolo e disperazione.

#4 Jim & le canotte bianche


Perdonatemi ma io appartengo alla generazione che guardava il ragazzaccio di Cino scorrazzare per i villoni dei potenti in canotta bianca. Dunque voi capite che, tutte le volte, questo è un binomio che mi rende nostalgica e mi fa gridare "Marissa non è morta vai a prenderla!". 



In realtà, non c'è molto da dire in proposito! Volevo solo condividere il pensiero con voi, nella speranza di trovare qualcuno che mi capisca.

#5 Nostalgia, nostalgia canaglia



Per restare in tema, gli anni passano ma Julie Cooper non cambia mai! Ovviamente non stupisce affatto il suo animo sempre puro, gentile e disinteressato! Diciamo che le ha detto male. Ma veramente male. Il suo destino nefasto, però, non dipende solo dalla sfortuna di ritrovarsi il Pinguino tra capo e collo, ma soprattutto dall'avidità. Già, perché tra tutte le cose che poteva fare, come cercare di manipolare Oswald che è solo un cucciolo in cerca di amore, lei decide di tentare di ucciderlo, facendo fuori per errore l'appena ritrovata figura paterna, di cui comunque stava già cercando di accelerare la dipartita.
Voi capite che questa cosa può finire solo male, vero?

#6 Proud Daddy




A parte l'ovvia ironia, credo che la morte di Elija fosse inevitabile. Quest'uomo stava dando al figlio esattamente quello di cui aveva bisogno per cambiare, anche se in un modo piuttosto strampalato.
Oswald ha bisogno di fiducia, comprensione e perdono.


E' stato piacevole vedere Oswald felice ed amato. E' stato bello perché era incondizionato, senza alcuna remora quello che Elija ha dato al Pinguino nei momenti trascorsi insieme.Onestamente, dopo averlo visto in questa puntata, non ho dubbi che lui e Gertrude fossero fatti l'uno per l'altra. Ed era ovvio che Oswald non potesse essere normale.
Quindi, bando allo snobismo ed utilizziamo un po' di beneamato gergo tecnico.
Gertrude ed Elija OTP!

#7 BoobsFobia



La faccia spaventata del Pinguino davanti all'assalto della sorellastra è qualcosa di epico!
Il magico popolo di tumblr si è ovviamente lasciato andare a facili ironie al riguardo. Da parte mia, onestamente credo che Oswald non sia omosessuale, piuttosto asessuato, ma è comunque divertente immaginare rocambolesche scene dove Oswald ed Ed la facciano da protagonisti. 



E comunque, anche qualora ci fosse mai stato un residuo di impulso di genere sessuale in lui, quello che stava vivendo era il sogno della sua vita. Una famiglia felice. Non l'avrebbe mai messa a rischio.
Ed ancora una volta, è bene ribadire come qualsiasi tattica per eliminare il Pinguino sia completamente inutile. Queste persone avrebbero fatto bene ad approfittare del suo bisogno di famiglia. E torna qui un tema caro a Gotham, quello dell'inesistenza di una linea di confine tra il bene e il male. Bastava amarlo, bastava fargli del bene per raggiungere il davvero poco nobile scopo di arricchirsi.
Trovo incredibilmente affascinante vedere come si aprano infinite possibilità di piegare il bene al male e viceversa. 

Bene, credo sia più o meno tutto!

Non ci resta che attendere la prossima puntata
A presto, Mika.

Valutazione episodio:



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