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venerdì 4 marzo 2016

GOD BLESS AMERICA!

Salve a tutti! I'm Francesco, e dopo la parentesi di DW vi accompagnerò in questo bel viaggio negli States in compagnia della bella e pulita politica americana, che tanto ci ha appassionato nelle tre stagioni precedenti.
Mi raccomando, seguitemi con entusiasmo e commentate per opinioni e delucidazioni!
Amati cittadini statunitensi, difensori incorruttibili della nostra patria, della nostra costituzione.
Finalmente, dopo tanto, troppo tempo avremo di nuovo la possibilità di guardare ammirare il nostro Presidente, Kevin Spacey  Francis (Frank per noi carissimi conoscenti) Underwood.



In questa nuova sanguinosa stagione politica, Frank si trova nell'insolita condizione di essere privo della sua amata (ma mica tanto) First Lady, Robin Wright Claire Underwood (o forse, semplicemente Hale).
Chissà, forse proprio questo rapporto ormai crollato sotto il peso dell'asfissiante pressione politica, delle cospirazioni in ogni luogo più remoto della White House, sarà il tema portate di questa attesissima quarta stagione.



Claire, secondo indiscrezione, potrebbe essere tra l'altro un valido avversario per la corsa alla Casa Bianca. Questo complica sicuramente le cose per Frank, che non sappiamo se continuerà ad essere spietato con chi gli ostacolerà la strada oppure potrà, nei suoi confronti, essere quantomeno più docile. Anche se neanche nei miei incubi peggiori riuscirei mai ad accostare il termine "docile" al
nostro Presidente.
Allora, come ci eravamo lasciati?
Underwood con l'America Works sembra avere molti consensi, anche se il progetto governativo ha avuto vari intoppi, causa i finanziamenti per la sicurezza preventiva per calamità naturali.
Tuttavia, lo scontro con l'avversaria Heather Dunbar (un'affascinante Elizabeth Marve) è un vero testa a testa, e Claire continua ad evitare a presentarsi al fianco del marito, che giustifica la sua assenza per malattia. Quest'ultima sembra avere però molto più tempo per raccontare la sua vita con Francis allo scrittore Thomas Yates, che ha una visione piuttosto personale del loro rapporto: freddo, apatico al limite della fedeltà (ma quale fedeltà), diabolico, frustrante, ma soprattutto dettato dalla convenienza.
Claire dopo l'archiviazione del suo tentativo di diventare ambasciatrice dell'ONU, si letteralmente rivoltata contro suo marito accusandolo di non averla sostenuta nella sua campagna, e ovviamente, lo sta ripagando con la stessa moneta.
Ma tanti sono i problemi che affliggono il Presidente. Non bisogna dimenticare i difficili rapporti con il Medio Oriente ma, soprattutto, con la Russia del presidente Petrov.
Sembra che l'organico dei fedelissimi di Mr. Underwood sia in continuo disfacimento, con Remy che decide di fare un passo indietro e dimettersi dall'incarico assisteste fidato. L'addetto all'ufficio stampa, ma Frank tergiversa. Remy nel frattempo sembra aver riaperto un focoso rapporto con Jackie (la bravissima Molly Parker) che sta migliorando nell'arte del doppio gioco. Da una parte sembra essere ormai collega di Frank (non bisogna dimenticare che le ha promesso la carica da Vice Presidente), ma dall'altro lato, si è avvicinata alla Dunbar soprattutto perché Underwood più di una volta l'ha umiliata professionalmente ma anche umanamente, E proprio quella santarellina della Dunbar, tutta giustizia e fede inizia a capire come si fa politica, concentrandosi a denigrare la figura del Presidente minando e mirando però principalmente alla figura della First Lady. E in che modo?
Ricordate il famoso diario di Claire? Ebbene è ancora in possesso di Doug (ve lo dico, dopo Franck,
è il mio preferito, quindi adattatevi), e la donna è intenzionata ad averlo ad ogni cifra.
Le storie si intrecciano in maniera assolutamente complicata.
Nello Studio Ovale Frank è costretto a combattere su altri fronti: deve disfarsi dello scrittore, poiché il primo capitolo del libro è assolutamente cinico: descrive il rapporto con sua moglie in maniera affaristica e inopportuna. Chissà, forse la verità inizia a bruciare al buon vecchio Frank.
Ma non finisce qui, la fidanzata (a convenienza?) di Thomas, intanto ha intercettato la lettera del Presidente al militare caduto durante una missione segreta, di cui il Pentagono, e quindi il Presidente stesso non voglio parlare, tacendo qualunque tipo d'informazione. Se si venisse a sapere tale missione, Russia e Stati Uniti sfocerebbero in una guerra mai considerata prima di quel momento.
Ma, non tutte le cose stanno nuocendo a Underwood. Infatti, il fedelissimo Doug, si presenta dopo tanto tempo alla Casa Bianca riabbracciando Frank e dimostrandogli di essere tornato alla grande (dopo incidenti, tentati omicidi, ed omicidi veri e propri). Dimostra soprattutto di essergli ancora fedele, nonostante i contatti con la Dunbar, bruciando davanti ai suoi occhi il diario di Claire.
Doug is back.
In Iowa la campagna è un successo, siglando una pesante sconfitta per la Dunbar. Ma Frank firma anche il fallimento del suo matrimonio con Claire.
La scena finale è semplicemente fantastica.



SIGNORI E SIGNORE, MI RACCOMANDO, CHE QUEST'ANNO CI DIVERTIREMO, QUINDI SEGUITECI IN TANTI!
Vostro, Francesco!



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