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giovedì 10 marzo 2016

GOD BLESS AMERICA!

Siamo in pieno clima primarie, esattamente lo stato di Frank, il South Carolina. Non si possono fare errori, una sconfitta qui significherebbe compromettere gravemente il percorso lungo la White House.
Il Presidente deve affrontare un'agguerrita Heather Dunbar pronta ad ostacolare il suo percorso, ma forse, in questo momento, il principale avversario non è altro che sua moglie Claire, che con la collaborazione di LeAnn manovra in qualunque direzione pur di minare la posizione di suo marito, e di ottenere il suo personale vantaggio. Un lungo lavoro mirato a chissà cosa...
Il South Carolina è uno Stato con grandissima presenza di afroamericani. È una puntata con una precisa struttura ad anello, infatti, Frank si palesa in una chiesa prevalentemente "nera" (nel senso più positivo del termine), e Underwood allaccia con la tattica dell'unione, della forza della comunità, della lotta contro la discriminazione razziale. Frank sembra sicuro della propria vittoria, tanto che la Doris Jones sembra essere la carta vincente del Presidente. Ma si sa, quando tutto sembra andare per il giusto verso...
Dunbar ha come principale intento quello di limitare i danni e di colmare il divario (di circa 10 punti) con il suo avversario. Inoltre la collaborazione e l'appoggio di
Ecco che Claire si rende protagonista di quel climax emotivo e di suspense, prendendo in mano le redini del gioco.
Che Frank non avesse grande considerazione di suo padre era risaputo (almeno a noi, ricorderete quando innaffiò la sua lapide), e probabilmente con lo scandalo fatto venire a galla, essa sarà scomparsa totalmente.
Claire (con il lavoro sporco di LeAnn e di un "vecchio amico") riesumano una fotografia che
ritraggono il padre di Frank con membri del Ku Klux Klan. Una rovina. Perde in un colpo l'appoggio fondamentale degli afroamericani ancora perseguitati da malati e fanatici del KKK e il supporto della deputata Doris Jones e di sua figlia succedente al posto. La Dunbar prende la palla al balzo, e Frank pensa possa essere proprio opera della donna, che però noi sappiamo non potrebbe mai rifilare un colpo così basso.
Permettetemi adesso di fare una nota a piè di pagina con largo anticipo. Questa stagione, come ben sapere, è stata trasmessa in contemporanea alle reali primarie negli States. Bhé Frank è stato colpito da questo scandalo come proprio il padre di Donald Trump venne arrestato per aver partecipato ad una manifestazione del KKK. Tuttavia le reazioni sono divergenti. E a mio avviso sorridono a Trump, perché a differenza di Underwood, ha preferito non utilizzare questa notizia a suo vantaggio. Trump ha dichiarato l'argomento in questione off-limits, Frank ci ha marciato sopra, affermando che suo padre ha dovuto farlo per ottenere un prestito dalla banca (il cui direttore era un membro proprio del KKK).
Prima di scoprire il vero mandante di questo gesto, ecco che nasce nel gruppo di collaboratori di Frank un'ampia incomprensione. C'è chi pensa sia stata la Dunbar (Frank tra questi), chi Seth (capo ufficio stampa), chi persino ha incolpato il povero Meechum, tra i più fedeli al Presidente insieme a Doug.
La bravura della regia, ma soprattutto degli attori, è quello di averci già mostrato i reali colpevoli dello scandalo, ma che l'intento non è quello: è una strada che deve portare all'inesorabile confronto tra Claire e Francis.
Ed un primo lo si ha quando Frank scopre che ad aver architettato il piano "sovversivo" è stata proprio Claire. Infatti nella cassaforte la dolce First Lady lascia gli orecchini che le ha lasciato Francis.

I knew it, but i didn't want believe it 

La sfacciataggine di Claire è impressionate. Riesce ad essere così in pace con se stessa senza fregarsene minimamente. Più rompe le p***e a Francis, più lo stato di nirvana è vicino.
E non è finita. La First Lady ha ben in testa cosa vuole: la vicepresidenza. AH.
E non è che Francis la prende così bene.
Il Presidente è stufo, spazientito, infuriato. Non sa quanti nemici ha alle sue spalle, figurarsi accanto a sé. Ha capito che Claire sta superando ogni limite.

È come se non se ne fosse mai andata. Ed è questo che mi fa paura.

 Ed è davvero paura? Siamo abituati ad un Underwood che affronta le difficoltà con calma, con razionalità, astuzia, cattiveria calcolata. Ma questo assurdo comportamento di Claire è inaudito e lo manda in bestia. Si presume una paura che è legata alla bravura di sua moglie ad ottenere ciò che vuole. Sa, in cuor suo, che Claire è il peggior avversario che potesse mai affrontare.
E ultimo ma non per importanza, dobbiamo parlare dell'ex reporter Lucas Goodwin, che lentamente sembra ritornato a essere perseguitato dal passato e continua ad indagare furtivamente per il caso dell'amica/collega/amante Zoe Barnes. E pur di ottenere ciò che vuole... bhé compie delle nuove ed ambigue esperienze :))))
Goodwin sta scavando, ma ciò che preoccupa è che sembra mentalmente instabile. È dilaniato nel più profondo dell'animo da tutto ciò che ha subito. Riesce persino a incontrare la Dunbar affinché indaghi sugli abusi di potere di Underwood e, su papabili accuse di omicidio, in primis quella di Zoe.
Ovviamente la candidata non lo ascolta, anzi rischia seriamente di compromettere la sua posizione, soprattutto se qualcuno possa averli visti insieme.

Un altro problema è la Russia. Petrov continua ad osteggiare gli Statu Uniti, non collaborando affatto. Frank usa il pugno duro e quasi si compiace di averlo fatto. È una complicata situazione, e di certo non si rivelerà essere una trama a parte, infatti gli sviluppi, a mio avviso saranno determinanti alla fine della stagione.
C. Durant: Bhe, non so come potremmo essere più forti di così, a meno di non invadere la Russia.  
F. Underwood: E se lo facessimo?


 MI È PIACIUTO: Assolutamente il discorso di Frank rivolgendosi a Claire ricordando i sacrifici di suo padre. Si è aperto, e poche, pochissime volte abbiamo avuto la fortuna di vedere il lato più umano del Presidente. Lo sguardo di Frank che incrocia quello di Meechum e che capisce e comprende. Claire che muove i fili come suo marito, se non meglio.

NON MI È PIACIUTO: La storia del KKK sembra un po' forzata e, troppo collegata alle vere primarie. La Dunbar non è un degno avversario, personaggio assolutamente rivedibile che non impressiona né Frank, tanto meno gli spettatori.


VOTO 7+




CI VEDIAMO AL PROSSIMO APPUNTAMENTO CON LA SESTA PUNTATA E CHE DIO BENEDICA L'AMERICA, E TUTTI VOI!




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