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mercoledì 26 ottobre 2016

E' passata una settimana dal nostro ultimo appuntamento. Una settimana in cui, ora possiamo dirlo, l'Italia ha avuto modo di prendersi la sua rivincita a livello, se non mondiale, perlomeno europeo. Al di là di ogni singolo parere, oggettivo o soggettivo che sia, sono i numeri a parlare: martedì scorso sono stati 8 milioni gli spettatori che hanno seguito live i primi due episodi di Medici - Masters of Florence.

Le cifre registrate hanno stabilito un record per la televisione italiana che, finalmente, dopo anni di flop o di programmi dal dubbio gusto morale, ha trovato il modo per far sentire la sua voce. Cercando di non scadere in clichés eccessivamente patriottici ci è quindi concesso dirlo: finalmente la Rai ha fatto un buon lavoro.

E dunque eccoci qui, a una settimana di distanza dal grande esordio, a commentare gli episodi tre e quattro.




L'arrivo della peste a Firenze porta la famiglia Medici ad allontanarsi dalla città, mentre gli Albizzi, che sono invece rimasti, cercano di approfittare della situazione fomentando l'odio verso i banchieri. La peste, infatti, a quanto dicono, sarebbe la punizione di Dio per i peccati di usura della famiglia Medici e quindi, indirettamente, di Firenze.
 
Il fatto che Cosimo insista nel voler portare avanti il progetto della cupola nonostante la totale assenza di fondi non è sicuramente d'aiuto all'opinione generale. Il popolo di Firenze viene così incitato ad abbattere la cupola in modo da assicurarsi il perdono divino.
E' la discendenza a fare grandi le famiglie, Cosimo. Non gli uomini.


Il semplice fatto che il figlio di Giovanni sia così determinato a finanziare la cupola nonostante i numerosi pareri contrari, va ancora una volta a dimostrare quanto egli si senta responsabile della sua città. Non padrone ma guardiano.

Tornato finalmente a Firenze, Cosimo trova la città completamente diversa da come l'aveva lasciata: il popolo, manipolato da Albizzi, è arrivato a disprezzare la sua famiglia, additandola come causa della pestilenza. 


Ancora una volta, però, Cosimo dà prova della propria astuzia: facendo portare tutti i malati all'interno dal duomo, scoraggia ogni tentativo di abbattere la struttura del Brunelleschi. 


Dovreste scegliervi i nemici con maggior attenzione, messer Albizzi. 


Per quanto riguarda, invece, la situazione economica, questa volta tocca a Lorenzo prendere una decisione. Due sembrano le soluzioni attuabili: chiudere temporaneamente la banca in modo da scongiurare un'inevitabile bancarotta, oppure vendere i lanifici alla famiglia Pazzi. 

Con un flashback torniamo a vent'anni prima, quando ancora la situazione tra Cosimo e Contessina sembra essere piuttosto fredda. La ragazza è consapevole dell'indifferenza che il marito nutre nei suoi confronti, dovuto perlopiù all'amore che egli nutre ancora per Bianca. 


Sicuramente non ci sono dubbi sul fatto che Contessina si sia rivelata essere un degno membro della famiglia de' Medici, determinata e scaltra quanto il marito, più volte infatti la vediamo prendere in mano la situazione con l'intento di risolverla. 


Fidati di Firenze. Fidati di me. 


Per quanto riguarda la natura dei personaggi quello che più salta agli occhi, tra i flashback e la normale vicenda storica, è lo scarto caratteriale verificatosi nella crescita del personaggio di Cosimo. 


Un giorno dovrai guidarci tu. Per la gloria di Firenze. 

E come è arrivato, dunque, questo giovane ragazzo, talvolta un po' ingenuo, a diventare l'uomo caparbio e astuto, capace di tenere sotto la sua guida un'intera città? Sicuramente i vent'anni che intercorrono tra le due storyline che scorrono parallele sono serviti al giovane Cosimo ad adottare un'ottica pienamente machiavellica. In questo modo egli è divenuto un vero uomo di potere, disposto ad ingannare pur di raggiungere i suoi scopi. 



Artista, onesto e sognatore. Politico, caparbio e calcolatore. Queste sono solo alcune delle mille sfaccettature che caratterizzano il Cosimo de' Medici che la storia ci ha fatto conoscere. 












 
Nel quarto episodio, scongiurato ormai il pericolo della peste, Rinaldo degli Albizzi tenta, ancora una volta, di affossare il nome dei Medici. Egli, infatti, fa arrestare Cosimo con l'accusa di tradimento nei confronti della città di Firenze. 

Sfruttando anche le accuse di usura mosse a lui già in precedenza, il figlio di Giovanni è costretto a presentarsi a processo.


Durante il corso della sua stessa difesa, però, egli avverte un malore, e sarà il suo stesso figlio Piero a convincere la signoria della sua innocenza, insistendo su quanto la famiglia de' Medici sia, effettivamente, timorato di Dio. 
Questo, tuttavia, non basta a liberare Cosimo che, nonostante sembri già di per sè prossimo alla morte, viene comunque dichiarato colpevole e condannato a morte

Nelle sue ultime ore egli scopre che è stato proprio il suo carceriere ad avvelenarlo, credendo fermamente in ciò di cui Cosimo è accusato, ma, rendendosi conto di quanto egli sia effettivamente timorato e credente, egli, pentendosene, confessa il suo crimine e gli offre un antidoto.


E' Contessina, spinta dall'amore che prova per il marito, a tentarne la liberazione, andando a chiedere aiuto a Lorenzo. Così, la donna, introducendosi di violenza nel palazzo, riferisce che, nel caso in cui si arrivasse a giustiziare Cosimo de' Medici, Francesco Sforza, che tiene sotto assedio la città, finirà per raderla al suolo con l'aiuto di Lorenzo. 

In questo modo, mossa in parte dalla minaccia e in parte dalle parole di Contessina, la maggioranza della signoria vota per l'assoluzione di Cosimo, a patto che vada però in esilio.

Cosimo, com'era prevedibile, si adira con la moglie, accusandola di aver anteposto i suoi bisogni a quelli della famiglia. Ancora una volta egli ribadisce che, senza Firenze, la famiglia de' Medici è rovinata. Il perdono, al momento, sembra ancora lontano. 



- Sicuro di aver tutto quello che vi serve?
- Ho tutto quello che mi è rimasto.


E così si conclude anche questo secondo episodio de I Medici - Masters of Florence, con Cosimo costretto ad andare in esilio e il rapporto tra lui e Contessina apparentemente e irrimediabilmente incrinato.



Con questi nuovi 100 minuti abbiamo fatto un bel passo avanti, approfondendo non solo il personaggio di Cosimo, ma anche il suo rapporto con la città di Firenze e con Rinaldo degli Albizzi. 

Siamo così già arrivati, in due sole volte, alla metà di questa prima stagione. 

Personalmente io mi auguro che i restanti quattro episodi continuino di questo passo, coniugando allo stesso tempo storia, politica e romance



Voto finale: 





Alla prossima! Elisa

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